Il parco forestale 2.0 dovrà diventare una vetrina per valorizzare il Roero

SOMMARIVA PERNO Si è appena concluso un anno di grandi cambiamenti per il parco forestale del Roero, che ha visto mutare la forma giuridica dell’ente gestore. In base alla legge Madia, infatti, si è resa necessaria la sostituzione della precedente Srl con una nuova associazione: la Roero verde 2.0. Col presidente del sodalizio Gian Mario Ricciardi facciamo il punto su una stagione cruciale per il futuro del parco.

Il cambio ha stravolto gli equilibri gestionali e organizzativi?

«Affatto! È stato un anno piuttosto sereno, durante il quale la transizione è avvenuta con totale naturalezza. Migliaia di persone hanno avuto la possibilità di godere sia della quotidianità del parco che dei numerosi eventi organizzati: il concerto in omaggio ai pionieri del parco, le giornate d’ambiente per la scuola e le famiglie organizzate dalla biologa Lorenza Bar e le fiabe nel bosco coordinate da Simona Bruna. Contemporaneamente, abbiamo dato il via al ripristino delle aree giochi decadenti, all’espianto degli alberi malati, al mantenimento di strade e percorsi, al rifacimento delle recinzioni e a molti altri interventi, interamente finanziati dalle nostre casse».

Quali sono i progetti per quest’anno?

«Il 2019 sarà dedicato al rilancio delle attività, vecchie e nuove. Abbiamo diverse novità in cantiere, ma è ancora presto per rivelarle. Il parco è ormai un’eccellenza a tutti gli effetti: è necessario renderne il valore riconoscibile in tutto il territorio. Non a caso fanno parte della nuova associazione, oltre ai privati che ci sostengono da anni, anche tutti i Comuni del Roero, eccetto Sanfré che si aggiungerà a breve. L’obiettivo è far comprendere che avere un’area verde, attrezzata e pulita, di cui poter usufruire è un patrimonio che va oltre a quelli riconosciuti dall’Unesco, poiché entra nelle case di ognuno di noi. Stiamo valutando di portare il biglietto d’ingresso nei giorni festivi a 2 euro; in questo modo cerchiamo di allontanare i visitatori più maleducati e di accrescere la consapevolezza che spazi così, con le dovute proporzioni, si trovano solo in Valle d’Aosta e Toscana».

Un paragone piuttosto impegnativo. Nutre fiducia per le potenzialità del parco?

«Sono orgoglioso e soddisfatto di aver partecipato a questa trasformazione. Penso siano state poste le basi per una buona salvaguardia del parco: non rimane che rilanciarlo alla grande e renderlo la vetrina del Roero. Per ciò che è stato fatto è doveroso un ringraziamento alla Regione, ai Comuni, agli operai forestali che si prendono cura del verde, a quanti si occupano della pulizia e sicurezza dell’area e, in particolare, alla segretaria Maria Ascheri».

Federico Tubiello