Aliberti Gerbotto: “Giusta la vittoria di Mahmood. Ultimo? Un ragazzetto arrogante”

SANREMO Anche quest’anno il giornalista saluzzese Gian Maria Aliberti Gerbotto, che recentemente ha pubblicato l’undicesimo romanzo “La brava gente” ambientato in Langa, è stato l’inviato e critico dal Festival per lo Speciale Sanremo di “Sottovoce”: cinque puntate su Rai 1 in onda al termine di ogni serata di Festival. Il conduttore Gigi Marzullo, dalla sede romana della Rai in Via Teulada, si collegava con il Aliberti Gerbotto e Mario Luzzato Fegiz dallo studio Rai di Vincenzo Mollica allestito all’interno del teatro Ariston. Un osservatorio privilegiato sul concorso canoro: gli abbiamo posto alcune domande per fare un bilancio.

È stata giusta la vittoria di Mahmood?

“Sono completamente d’accordo con il voto espresso dalla sala stampa, che è stato determinante. Inoltre una sera mi sono concesso un po’ di svago e sono andato al dopo Festival e sono arrivato come spesso accade un’ora prima della messa in onda. Fra gli ospiti di Papaleo c’era Mahmood che ho avuto modo di conoscere: una persona eccezionale, che ha parlato volentieri con me e con gli altri “quattro gatti” che erano lì per le prove. Mi ha raccontato di essere cresciuto nella periferia milanese e che non è stato facile, di essere stato abbandonato dal papà egiziano da piccolo, e che la canzone “Soldi” con cui ha vinto il Festival racconta questa vicenda. Ha aggiunto che la mamma è sarda e di saper parlare il dialetto sardo. Mi ha spiegato che non capisce il pregiudizio nei suoi confronti perché non si considera uno straniero: essendo nato a Milano si sente italiano e basta. Un ragazzone alto, grande e grosso, molto simpatico, gentile ed educato, una persona squisita. Per altro va detto che ha fatto un mucchio di programmi musicali, scritto cose con Mengoni: non è certo un “miracolato” di Sanremo. Vari giornalisti radiofonici mi hanno detto che la sua canzone era la più apprezzata in radio già prima della vittoria: segno che il pubblico lo ha apprezzato.”

Com’è stata vissuta la polemica di Ultimo, secondo classificato, dall’interno della sala stampa?

“Faccio parte della giuria della sala stampa, che influisce per il 30% sulla votazione finale, da tanti anni: anche quest’anno la Rai mi ha inserito fra i giornalisti accreditati. L’anno scorso siamo stati i primi a fare il tifo per e a promuovere Ultimo, che infatti ha vinto Sanremo nelle “Giovani proposte”. Quest’anno ha partecipato nella categoria unica e ci siamo visti ritornare questo ragazzetto con atteggiamenti completamente cambiati e ci ha dato molto fastidio; abbiamo visto una persona che l’anno scorso era fatta in un certo modo che in un solo anno di notorietà è totalmente cambiata, diventando arrogante e presuntuosa.”

Cosa pensa del piazzamento de Il Volo?

“Li ho avuti ospiti nel mio studio e li ho trovati gentili e simpatici: sono tre bravi ragazzi. Ho detto loro che hanno proposto una canzone molto simile a quella dell’anno scorso, mi hanno risposto che è il loro genere e secondo me hanno ragione. Sono rimasti molto delusi, si aspettavano di più e probabilmente meritavano di più ma hanno mantenuto simpatia e gentilezza assolute. Al secondo posto avrei messo loro e non Ultimo. La cosa che è dispiaciuta di più, anche a Baglioni, è che Loredana Bertè non sia salita sul podio.”

Adriana Riccomagno