Avete fatto bene a puntare sul Tanaro, bisognerebbe però riscoprire e valorizzare i torrenti come il Belbo

LETTERA Egregio direttore, ho letto con interesse l’inchiesta “Tanaro tesoro da salvare” e ho partecipato, con altrettanta attenzione, al convegno, sempre organizzato da Gazzetta d’Alba, venerdì 12 gennaio. Relatori qualificati hanno colmato lacune che avevamo e illustrato posizioni non sempre in linea con il sindaco di Alba, Maurizio Marello.

Sono dell’idea che qualsiasi tavola rotonda che si rispetti debba fornire visioni diverse, punti di vista anche contrastanti, ma l’importante è che si tenda a una concertazione, una mediazione, al desiderio di procedere e lavorare “insieme” che, purtroppo, oggi manca.

Nel ricordo del dramma dell’alluvione del novembre 1994, anche la citazione di errori e carenze che in parte si sono affrontati e risolti e che hanno consentito che quella successiva del 2016 non fosse altrettanto drammatica.

Sono stati anche riportati alcuni aneddoti che sono sintomo della voglia di lavorare delle genti di questa terra che è mia per adozione (sono abruzzese). Ne ricordo un paio che non sono stati citati, per esempio, quello dell’allora sindaco di Cossano Belbo Giovanni Filante, che fece una reprimenda al presidente della Provincia Giovanni Quaglia che arrivava, trafelato, ad accertare anche la situazione del paese: «A st’ura arrivi». Il tabui Tirve che guardava sgomento la macchina del padrone finita in posizione verticale a causa del fango.

Ce ne sarebbero anche altri; mi va anche di ricordare personaggi mitici come “Mentin”, che al Tanaro andava a pescare. Sulle sponde del Tanaro c’era anche la Piola della Casetta in Canadà, segno di un rapporto con il grande fiume da riscoprire.

Non è mancato il focus sull’inquinamento, ambiente, biodiversità, flora e fauna, sulla pista ciclabile, sul rapporto della cittadinanza con il corso d’acqua.

Stranamente, se al Po i torinesi vogliono bene ed è anche spunto per tanti gialli, per gli albesi, il rapporto con il Tanaro non è, attualmente, esaltante e nemmeno la bella pista ciclabile è molto frequentata. Per alcuni relatori «il fiume è poco vissuto, non c’è un rapporto stretto con la cittadinanza e questo porta più inerti e più rifiuti».

Tanaro, tesoro da salvare

Durante il convegno si è anche parlato dell’accordo di programma siglato da alcuni Comuni con la Regione Piemonte per la valorizzazione e tutela del Tanaro che si associa al Masterplan per la valorizzazione della fascia fluviale del fiume Tanaro, definito dal Programma territoriale integrato (Pti) Alba, Bra, Langhe, Roero.

Riporto tutti i Comuni dell’accordo, come mi è sembrato di averli sentiti citare: Alba, Bra, Cherasco, Govone, Roddi, Saliceto, Castelletto Uzzone, Mango, Prunetto, Barbaresco, Castino, Montà, Barolo e Mombarcaro. Stando alla geografia, nell’elenco dei Comuni ce ne sono alcuni che con il Tanaro non c’entrano nulla, per esempio Castino, Saliceto, Castelletto Uzzone, Mombarcaro, Prunetto e Mango, ma che ( a mio avviso) dovrebbero essere invece coinvolti in un grande progetto afferente al torrente Belbo e ai suoi confluenti.

Se una storia tira l’altra, a questo punto, l’augurio che facciamo è che ci siano altri “volenterosi” che si interessino con un nuovo accordo di programma anche delle sponde del Belbo e dei suoi confluenti, perché non basta che siano aree protette, ma devono anche essere tutelate facendo tante cose, dal taglio dei boschi, alla realizzazione di una pista ciclabile che vada da Nizza e Canelli, passando per Santo Stefano Belbo, Rocchetta Belbo, Bosia, Cravanzana e Feisoglio, fino ad arrivare alle sorgenti del Belbo.

Un’osmosi interattiva con l’accordo di programma di cui è capofila Alba e un altro che si occupi delle aree marginali che sulle sponde del Belbo hanno un’anima e un percorso da ritrovare. Un’influenza reciproca di persone, gruppi, elementi diversi che dalle vie idrografiche arrivano a ridisegnare la nuova mappa del Piemonte ed esercitano una reciproca compenetrazione di idee che hanno per filo conduttore la salvaguardia delle aree boschive, del fiume e dei torrenti. Vivi i tuoi torrenti e fiumi per tutelarli e tutelarti.

Tommaso Lo Russo, Bosia