Casa della salute: la sede per Alba nell’ex Convitto

SANITÀ La Casa della salute non potrà sorgere nel San Lazzaro, al quale non sarà possibile assegnare una destinazione sanitaria e per essere appetibile dovrà essere alienato nella sua interezza. Non sorgerà nei locali di via Diaz, troppo piccoli per ospitare tutti i servizi dell’Asl. Con ogni probabilità la Casa della salute, una volta avvenuto il trasferimento dell’ospedale a Verduno, sarà ospitata nell’ex Convitto dove oggi si trovano alcuni ambulatori e gli uffici direzionali dell’Asl Cn2. L’azienda sanitaria ha promosso un bando l’11 dicembre per la ricerca di un fabbricato in cui realizzare la Casa della salute. L’Asl Cn2 ricercava ad Alba un fabbricato da affittare con una superficie tra i 6mila e gli 8mila metri quadrati in zona centrale, di facile accessibilità, privo di barriere architettoniche, ristrutturabile, ma che disponesse anche di almeno cento parcheggi nelle vicinanze. Non avendo ricevuto offerte, l’unica soluzione sul banco rimane quella di via Vida.

Cosa potrà o non potrà diventare l’ospedale di Alba?  Il piano regolatore prevede la realizzazione di un centro direzionale e commerciale. Tra le indicazioni del Comune: la completa demolizione di tutti gli edifici tranne che del fabbricato D – quello risalente, in parte, al Settecento, che dovrà essere restaurato e integrato con l’ala mancante su via Pierino Belli – e la realizzazione di verde pubblico su un’area di 3.560 metri quadrati. Le indicazioni più stringenti sono quelle relative al fabbricato A – quello più esteso, su una superficie di 4mila metri quadrati – che una volta riedificato non potrà superare l’altezza di cinque metri da terra.  Nel complesso le aree di nuova edificazione misureranno 5.520 metri quadrati. Una superficie quasi analoga per l’ala storica, che misura 1.800 metri quadrati su tre piani per un totale di 5.400 metri. Circa 11mila metri quadrati ad Alba e 3.400 a Bra.  L’edificio storico, che non potrà essere abbattuto, e la nuova manica su via Pierino Belli potranno avere una destinazione produttivo-direzionale, residenziale, turistico-ricettiva o per servizi pubblici. Al piano terra è possibile la somministrazione di alimenti e bevande.

Per gli edifici di nuova edificazione è stato stabilito così: il fabbricato più esteso potrà avere destinazioni produttivo-commerciali di somministrazione di alimenti e bevande. L’edificio più piccolo, invece, potrà avere una destinazione residenziale e di somministrazione alimenti, oppure produttiva, ma limitata all’artigianato.

Marcello Pasquero