Giornata dal malato: infermieri, volontari e medici si raccontano

ALBA Si conclude questo fine settimana il ciclo di incontri organizzato dall’Ufficio pastorale della salute della diocesi in occasione della Giornata del malato: l’ultimo appuntamento è con la tavola rotonda aperta alla cittadinanza intitolata “La relazione che cura: fra entusiasmo e flessibilità”, in programma per sabato 16 febbraio dalle ore 17 alle 18.30 nella sala convegni del palazzo Banca d’Alba, in via Cavour 4.

Porteranno la loro testimonianza operatori sanitari del territorio come Chiara Casetta, infermiera dell’assistenza domiciliare, e Luciano Bertolusso, medico di famiglia; interverranno poi don Mario Merotta su salute e Caritas, don Paolo Rocca su salute e Migrantes, e Giorgia Perissinotto, su salute e strutture di cura.

La tavola rotonda coinvolgerà i rappresentanti di alcune associazioni di volontariato: Pierangelo Pieroni per il Centro volontari assistenza, Mario Gatti per Marta e Maria, Emanuela Costa per Il campo, Mario Nizza per l’Associazione club alcologici territoriali, Sebastiano Stroppiana per La carovana e Rita Agosto per Ho cura. Concluderà gli interventi del pomeriggio, che sarà moderato dal giornalista Gianmario Ricciardi, la relazione del diacono Pierlorenzo Caranzano sulla cura nella dimensione spirituale e le domande sul senso della vita. «Per noi è ormai tradizione ospitare questo appuntamento ed è opportuno anche perché la nostra principale attività extra bancaria è la sanità, con cinque centri medici: la partecipazione dei nostri operatori è una crescita umana e professionale, un valore che rimane al termine di questi convegni scientifici», spiega il presidente della Banca d’Alba Tino Cornaglia.

Il pomeriggio sarà a ingresso libero fino a esaurimento dei posti. L’incontro gode del supporto di Città di Alba, fondazione Banca d’Alba, Cottolengo, Asl Cn2, La residenza di Rodello, centro ricerche Cornaglia, Associazione medici cattolici italiani, Egea, cooperativa sociale Centotorri e Associazioni cattoliche lavoratori italiani.
Adriana Riccomagno