Kairòn: la classe diventi luogo di crescita e cura

È stato il tema del quattordicesimo convegno annuale organizzato dall’associazione di volontariato ad Altavilla

ALBA Per imparare ed esprimersi al meglio, è importante che ogni studente si senta a suo agio nella classe, grazie al rapporto con i compagni, con gli insegnanti e con l’ambiente scolastico. Per questo è fondamentale il concetto di cura, un insieme di piccoli gesti che contribuiscono a creare un clima di fiducia reciproca e quindi a favorire la crescita di ogni bambino o ragazzo. “La mia classe: luogo di crescita e di cura reciproca” è il tema del quattordicesimo convegno annuale organizzato dall’associazione di volontariato Kairòn, che si è tenuto sabato 16 febbraio nella sala convegni della casa diocesana di Altavilla ad Alba, dalle 8.30 alle 16.

Kairòn è una realtà nata nel 2005 in memoria di Marco Gaudino, su iniziativa dei suoi familiari, dei suoi amici e delle persone che lo hanno conosciuto. Spiega la mamma Aurelia: «Quando Marco è mancato, tante persone ci hanno incoraggiati per attivarci, in modo tale che altri ragazzi potessero avere le sue stesse opportunità: se ripenso alla nostra esperienza di vita, abbiamo ricevuto tantissimo dalla scuola, dagli scout e dagli ambienti frequentati da mio figlio, grazie alle splendide relazioni portate avanti negli anni». Così è nata l’associazione, che promuove ad Alba e sul territorio iniziative a favore dell’integrazione scolastica. E fin da subito si è deciso di organizzare un convegno annuale su un tema sempre diverso, rivolto a quanti operano nel campo dell’istruzione e dell’educazione, ai genitori e a tutte le persone interessate. Riguardo al tema scelto per questa edizione, Gaudino prosegue: «Si tratta di attenzione e di comportamenti preziosi, che vanno colti e valorizzati, soprattutto in una realtà scolastica come quella albese, virtuosa da questo punto di vista. È importante anche collegare il discorso alla crescita, in linea con le differenti tappe legate all’età: se alla materna e alle elementari i gesti di cura tra bambini nascono spesso in modo spontaneo, alle medie bisogna fare i conti con un periodo più critico, che richiede maggiori stimoli da parte degli insegnanti, per arrivare alle superiori, quando questo concetto può essere affrontato da un punto di vista più profondo, tanto da entrare nella vita».

Durante il convegno l’argomento è stato affrontato da diverse angolazioni, grazie all’intervento di esperti del settore. Marcella Ciari, moglie del noto pedagogista Bruno Ciari, ha raccontato la sua esperienza all’interno della scuola italiana, con particolare riferimento alla nascita del primo tempo pieno. “Curare con l’educazione in famiglia e in classe” è stato il titolo dell’intervento di Daniele Novara. Pedagogista, fondatore e direttore del Cpp, il Centro psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti, ha parlato dell’importanza di uno spirito di collaborazione tra insegnanti e genitori. Domenico Chiesa, insegnante in pensione del Cidi di Torino (Centro di iniziativa democratica degli insegnanti), dopo aver partecipato altre volte alle iniziative di Kairòn, ha focalizzato il suo intervento sulla classe come “comunità operosa di cura”.

Sono anche intervenuti alcuni insegnanti delle scuole del territorio: «Con nostra grande soddisfazione, è nato un gruppo spontaneo di insegnanti, che dall’autunno hanno iniziato a riunirsi e a confrontarsi sul tema della cura: durante il convegno hanno parlato di alcune esperienze vissute e hanno proposto alcuni spunti di riflessione», aggiunge Gaudino. Un momento dedicato alla musica ha visto la partecipazione del corso dell’istituto comprensivo di Canale.

Francesca Pinaffo