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Morto Giuliano Soria, ex patron del premio Grinzane Cavour

SORIA È morto a sessantotto anni Giuliano Soria, ex patron del premio Grinzane Cavour. Nato a Costigliole d’Asti il 20 febbraio 1951, scontava la detenzione domiciliare per una condanna a 6 anni e 8 mesi per peculato e violenza sessuale in seguito al caso che scoppiò sulla gestione del premio letterario.

Lo scandalo “Grinzane Cavour” era emerso nel 2009 dopo la denuncia del domestico di Soria, il giovane mauriziano Hemrajsing Dabeedin detto “Nitish”.

Il ragazzo registrò l’audio di uno dei tanti maltrattamenti subiti durante il lavoro, con episodi nei quali il datore di lavoro si sfogava su di lui anche con insulti razzisti.

Quella denuncia permise di scoperchiare un vaso di Pandora e far emergere non solo reati contro il domestico e altri collaboratori, ma anche reati contro la pubblica amministrazione.

La procura scoprì la gestione clientelare della rassegna letteraria, che viveva di contributi pubblici spesi però ad uso personale dal presidente.

L’inchiesta portò anche alla liquidazione del premio. Laureato in lingue e letterature straniere all’Università di Torino, Soria è stato segretario coordinatore del Gruppo nazionale di coordinamento delle letterature dei paesi emergenti del Consiglio nazionale delle ricerche, dal 1995 al 2000 presidente del Museo nazionale del cinema di Torino e dal 1997 al 2000 vice segretario generale dell’Unione latina, ente diplomatico internazionale che riunisce a Parigi trentotto stati di cultura neolatina.

Era stato professore presso prestigiosi Atenei.

La sua popolarità è dovuta, però, al premio Grinzane Cavour, fondato nel 1982 dal sacerdote salesiano don Francesco Meotto, di cui Soria è stato a lungo presidente. In tal veste ha saputo far crescere il prestigio del premio, valorizzando nel contempo il territorio “a cavallo” tra Langhe e la sua nativa Costigliole d’Asti, creando lussuosi eventi che ruotavano intorno a scrittori premi Nobel della letteratura. Da un paio d’anni stava scontando la pena presso una struttura sanitaria di Lanzo, dove era stato ricoverato in relazione alle sue sempre più precarie condizioni di salute. I suoi legali Aldo Mirate, Gianluca Visca e Luca Gastini avevano chiesto una proroga di un anno per la detenzione domiciliare: all’inizio della prossima settimana si sarebbe tenuta l’udienza davanti al Tribunale di sorveglianza.

Daniele Vaira