Urge il piano corilicolo perduto

NOCCIOLE È necessario un nuovo piano corilicolo nazionale. Lo ha chiesto nei giorni scorsi al Ministero delle politiche agricole il direttivo dell’associazione Città della nocciola, incontrando il sottosegretario Alessandra Pesce. Presidente e direttivo di Città della nocciola hanno chiesto al sottosegretario di convocare il Tavolo corilicolo per giungere a un nuovo piano nazionale. Inoltre, secondo l’associazione, non è più rinviabile la costituzione di un catasto nazionale.

«Lo scenario attuale ci preoccupa seriamente. Il lavoro fatto dieci anni fa dal Tavolo corilicolo nazionale colmò un vuoto di governance. Il piano corilicolo 2010-2012 ha saputo affrontare le emergenze e i ritardi e dare una prospettiva al settore. Purtroppo, negli ultimi cinque anni siamo ripiombati in una situazione di vuoto, senza una regia condivisa e un luogo di confronto», afferma il presidente delle Città della nocciola Rosario D’Acunto.

Le Città della nocciola hanno anche espresso preoccupazioni per il progetto Nocciola Italia promosso dalla Ferrero hazelnut company con l’obiettivo di incrementare la produzione corilicola nazionale del trenta per cento entro il 2025. «Il progetto rischia di spostare le produzioni dalla collina alla pianura, con conseguente abbandono delle aree interne meno produttive e a rischio idrogeologico e di spopolamento. La nocciola è sempre stata una risorsa economica per i nostri territori più deboli. Spingere alla coltivazione in aree poco vocate ha un impatto dannoso e porta a un calo dei prezzi», afferma D’Acunto.

A conferma di come la produzione di nocciole stia interessando anche regioni non storicamente vocate, dall’Umbria arriva la notizia di uno stanziamento regionale di due milioni e seicentomila euro di fondi europei del Piano di sviluppo rurale per sostenere l’impianto di nuovi noccioleti. Peraltro la Ferrero non è la sola azienda dolciaria a “spingere” per aumentare la produzione di nocciole in Italia. L’altoatesina Loacker ha recentemente annunciato di voler mettere a dimora noccioleti in provincia di Treviso per rafforzare il progetto avviato nel 2014 in Toscana con l’impianto di noccioleti a Orbetello e che ora potrebbe estendersi anche in Umbria, Lazio e Friuli.

Corrado Olocco