Alba: è straniero il 12% di chi vive in città

Alba registra una presenza più alta di quella del Piemonte (il 9,7%) e dell’Asl Cn2 (l’11,5%)

Ad ALBA gli stranieri che hanno ottenuto la cittadinanza nel 2018 sono 60. Lo comunica l’ufficio anagrafe del Municipio a metà febbraio. Il numero è inferiore rispetto all’anno precedente, quando ammontava a 100. Si tratta comunque di un dato significativo, che continua a posizionare la città su un assetto identitario aperto all’esterno, capace di attrarre energie provenienti da geografie diverse e di favorire processi di integrazione. A discapito del clima politico locale – molto il chiasso, specialmente on-line, di matrice xenofoba e razzista – i saldi demografici raccontano storie di cambiamento.

I numeri: la popolazione straniera in Alba al 31 dicembre 2018 ammontava a 1.716 maschi e 2.069 femmine, per un totale di 3.785 persone. Quindi il 12 per cento circa della popolazione. Nel 2017 gli stranieri residenti in città erano 3.835 (il 12,15 per cento del totale), in crescita rispetto ai 3.818 del 2016 ma meno dei 3.843 del 2015.

Allargando il focus al territorio dell’Asl Cn2, come spiegato nell’appena pubblicato bollettino epidemiologico, gli stranieri a fine 2017 erano 19.642, pari all’11,5 per cento del totale dei residenti. In Piemonte gli stranieri sono invece 423.506, pari al 9,7 per cento degli abitanti. Quindi Alba presenta percentuali più elevate sia rispetto al territorio immediatamente circostante che a quello regionale.

Infine i dati sulle nascite. Spiega Laura Marinaro, responsabile del servizio di epidemiologia dell’Asl Cn2: «In Piemonte nel 2017 risultavano nel complesso 30.830 nati (dato inferiore rispetto all’anno precedente e il più basso degli ultimi vent’anni), di cui 5.998 con cittadinanza straniera (dato ben lontano dalle 7.350 nascite verificatesi nel 2012)». I dati parlano chiaro: un quinto dei nuovi nati in Regione è “straniero”, termine che ormai non rende più giustizia alla complessità sociale di cui si compone la comunità.