Gazzetta d'Alba – Dal 1882 il settimanale di Alba, Langhe e Roero

Oggi lo sciopero generale dei lavoratori delle costruzioni per rilanciare il settore e il Paese

CUNEO «Nella giornata dello sciopero generale del settore delle costruzioni, venerdì 15 marzo, anche lavoratrici e lavoratori della provincia di Cuneo hanno partecipato alla manifestazione nazionale a Roma, per chiedere risposte per un settore che ha perso migliaia di posti di lavoro e che attende azioni concrete per riaprire i troppi cantieri fermi, per creare lavoro di qualità, per un modello di sviluppo rispettoso dell’ambiente e del territorio», spiegano dalla segreteria Fillea Cgil di Cuneo, ringraziando i lavoratori che hanno sostenuto la piattaforma unitaria con la partecipazione allo sciopero e alla manifestazione.

In prima fila anche i sindacalisti della Filca-Cisl con il rappresentante zonale Francesco Biasi.

 

Sciopero del settore igiene ambientale

È indetto per il 22 marzo lo sciopero provinciale degli addetti alla raccolta dei rifiuti, per il mancato recepimento delle giuste clausole sociali che garantiscono diritti e tutele a tutte le lavoratrici e lavoratori del comparto igiene ambientale attualmente in servizio o di futura assunzione.

«L’applicazione del Contratto nazionale di settore dei servizi ambientali deve garantire,  anche nei cambi di appalto, la continuità lavorativa e il mantenimento dei diritti acquisiti economici giuridici e normativi», scrivono in un comunicato Fp – Cgil, Fit – Cisl, Uiltrasporti e Fiadel. «Esprimiamo contrarietà per l’ atteggiamento dei vertici dei consorzi obbligatori per i rifiuti del cuneese, Acem di Ceva, Csea di Saluzzo, Coabser di Alba e Cec di Cuneo, che non si sono confrontati con le parti sociali nonostante lo scorso 4 dicembre 2018, in Prefettura a Cuneo, avessero firmato un’intesa con la quale si impegnavano ad un raccordo teso a superare le criticità in campo».

Sul territorio della Granda sono 15 aziende che, tra appalti e sub-appalti, applicano ai circa 500 dipendenti ben 6 trattamenti economici e normativi diversi. «Questa impostazione penalizzante danneggerà pesantemente tutti i lavoratori anche sul versante pensionistico, poiché verrà messo in dubbio il riconoscimento dell’attività gravosa e usurante con la conseguente negazione dell’anticipo della pensione con l’Ape sociale», aggiungono i sindacati, che concludono: «Riteniamo immotivata la negazione del diritto all’applicazione del contratto nazionale dei servizi ambientali e chiediamo agli amministratori pubblici di farsi parte attiva per garantire regole certe e trasparenti».