Paesaggio: Alba difende i boschi nel suo piano regolatore

AMBIENTE «Dobbiamo proteggere i boschi di pregio nel territorio patrimonio Unesco, aree verdi in diminuzione che risultano fondamentali sia per il loro valore paesaggistico che tartufigeno». Così il sindaco Maurizio Marello, durante la commissione consiliare dell’8 marzo, ha introdotto una variante generale al Piano regolatore per adeguarlo al Piano paesaggistico regionale. Il documento verrà discusso nei prossimi mesi in modo che, ha proseguito il primo cittadino, «possa essere approvato in tempi brevi dalla prossima Amministrazione, dato che il nostro mandato sta per finire».

Il Prg in vigore cataloga quasi 6 chilometri quadrati di zone boscose, inserite nelle zone agricole che misurano in tutto 31 chilometri quadri, mentre l’intera superficie comunale ha un’estensione di quasi 54 chilometri quadri. Ha specificato il sindaco sulla criticità che coinvolge i boschi: «Talvolta qualcuno taglia alberi senza chiedere permesso al Comune. Nonostante questi comportamenti incorrano in sanzioni amministrative o provvedimenti penali, ormai il danno alla natura è fatto. Nella variante inseriremo perciò alcune clausole che impediscono ai privati di monetizzare le aree boschive in maniera indiscriminata».

Carlo Bo (Forza Italia) ha però obiettato: «Regolamentare questi aspetti può essere utile, ma dobbiamo capire di quale estensione boschiva stiamo parlando: attendiamo di conoscere il numero di ettari interessati a eventuali operazioni. Altrimenti rimaniamo su una linea ideologica e poco operativa». Un altro punto del documento analizzato dalla commissione, ha spiegato Mario Canova (Forza Italia), riguarda lo snellimento delle procedure burocratiche e amministrative sulle modifiche agli edifici: «Fino a oggi qualsiasi richiesta da parte di privati di modificare un fabbricato di proprietà passava in commissione paesaggio, che valutava l’adeguatezza dell’operazione e il rispetto di alcuni parametri. Vorremmo d’ora in avanti limitare il passaggio in commissione esclusivamente agli edifici con valenza storica. Perciò abbiamo cartografato il patrimonio esistente: il monitoraggio consentirà agli uffici di muoversi con maggiore agilità».

Sara Elide