Le Riflessioni al vento di don Valentino Vaccaneo raccolte in un volume

ALBA Una serata importante vedrà ad Alba venerdì 3 maggio alle 21 nella sala Ordet di piazza Cristo Re la presenza di don Luigi Ciotti, fondatore del gruppo Abele. Si tratta della presentazione del primo volume di Riflessioni al vento, edito dal gruppo San Paolo.

Don Ciotti ha scritto la prefazione del volume

Riflessioni al vento, si chiamava la rubrica di don Valentino Vaccaneo su Gazzetta d’Alba, i cui interventi, scritti nell’arco di vent’anni (1993-2012) sono meritoriamente ripubblicati in queste pagine. Riflessioni al vento… e se rievoca il detto “parole al vento”, non si può fare a meno di pensare che la scelta del titolo nasca da un’intenzione ironica. Sì, perché quelle di don Valentino – un caro amico con cui condividevo, tra le molte cose, l’amore per la montagna – sono tutt’altro che riflessioni al vento: sono ragionamenti e meditazioni che lasciano il segno, che restano impressi nella mente e nel cuore del lettore.

Mi sembra di poter dire che la ragione della loro forza sta in un felice connubio di forma e contenuto. Le parole di don Valentino lasciano il segno non solo per quello che dicono ma per come lo dicono, per il loro tono diretto, colloquiale, autentico, privo di ogni affettazione, il tono di chi non parla agli altri, ma parla con gli altri. Don Valentino scrive certo per informare e per analizzare – molti pezzi denotano studio, ricerca, approfondimento rigorosi – ma scrive soprattutto per condividere. La sua è una scrittura conviviale, e non è certo un caso se diversi interventi si chiudono lasciando aperte le questioni affrontate e invitando i lettori ad arricchirle con le loro riflessioni e le loro idee. Ecco allora emergere il dubbio come strada maestra della ricerca di verità, strada da percorrere in umiltà e nell’ascolto, spesso difficile ma sempre necessario e proficuo, con la propria coscienza. Strada che don Valentino ha percorso sulla scia di altri maestri verso i quali non manca di riconoscere più volte un debito: don Michele Do, innanzitutto, poi padre David Turoldo, padre Ernesto Balducci, padre Umberto Vivarelli e altri sacerdoti che per lui sono stati esempi di un Vangelo di povertà e di attenzione ai poveri, il Vangelo essenziale di don Giuseppe Casetta, don Mario Mignone, don Battista Gianolio, solo per citarne alcuni. Ma non meno sentito è il debito verso amici laici maestri di rigore etico e profondità di pensiero: Mario Lodi, Danilo Dolci, Giannino Piana ancora per citarne alcuni.

È sostanzialmente impossibile dire di cosa parli il libro, tale è la varietà degli argomenti affrontati (ne cito solo alcuni tra i più ricorrenti: la droga e il gioco d’azzardo; l’interculturalità e l’accoglienza dei migranti, la disaffezione alla politica e la perdita della vocazione politica). Ma se c’è un filo rosso che li lega, questo è la relazione tra Dio e le persone, è la presenza di Dio nella storia di ognuno di noi. Il Dio a cui si riferisce don Valentino non è una figura astratta, distante, racchiusa nel guscio di una fede intimistica, ma un Dio che soffre, si affatica e spera con noi e al tempo stesso ci dà la forza per superare le fatiche e sanare le ingiustizie.

Lascio dunque al lettore il piacere di scoprire la meraviglia di queste pagine, limitandomi solo a riportare – nello spirito di condivisione che lo animava – alcuni passaggi che mi sembrano emblematici dell’intelligenza e dell’umanità di don Valentino e che possono fare da nutriente viatico alla lettura.

«(I potenti…) vorrebbero una Chiesa che tenga buoni i poveri parlando di vita eterna e così poter fare i propri comodi».

«Attenzione, la preghiera senza le opere è alienazione».

«Non possiamo non essere presenti come cristiani nei progetti politici ed economici, presenti e futuri. Il pericolo più grande è vivere un cristianesimo troppo intimistico e individualistico».

«Nel Vangelo Gesù dice sempre “se vuoi”, non impone nulla con la forza. Quando la fede è affermata con la forza, genera fanatismi, violenze e giunge anche a uccidere in nome di Dio».

E sulla tragedia dell’immigrazione, sulle morti causate dal cinismo, dall’indifferenza, dalla emorragia di umanità:

«Non andate più in pellegrinaggio ad Auschwitz. Ne stiamo costruendo lentamente uno noi».

Questa era la voce di don Valentino Vaccaneo, profeta di Dio e amico dei poveri.

don Luigi Ciotti