Strage a Bam dove gli albesi hanno creato un ospedale

BURKINA FASO Da anni alcuni albesi sostengono iniziative di sviluppo a Bam in Burkina Faso, dov’è stato costruito un ospedale oftalmico e realizzato un pozzo per l’acqua. A metà marzo Loredana Ninetti e Severino Marcato erano stati ancora a Bam per l’inaugurazione della centralina a pannelli solari dell’ospedale. In quell’occasione la preoccupazione per gli attentati era notevole.

L’oftalmico si trova a pochi chilometri dal confine con il Mali, in zona predesertica, da dove sembra provengano gli autori degli attentati.

Domenica 5 maggio è avvenuto il massacro nella chiesa di Dablo, non lontano da Bam, con l’uccisione di cinque fedeli e del parroco don Siméon Yampa.

Monsignor Justin Kientega, vescovo di Ouahigouya, ci aveva subito mandato un messaggio: «È veramente preoccupante. Ora i cristiani di queste zone sono nel mirino dopo gli attentati agli agenti delle Forze armate e dello Stato. Qui a Bam, nell’ospedale e nel centro oftalmico, gli infermieri non vogliono lavorare nel turno della notte per paura. Pregate per noi».

Sono passati pochi giorni, e un ennesimo attentato ha colpito anche Bam. Scrive ancora monsignor Kientega: «Abbiamo perso quattro fedeli della parrocchia di Bam, nella nostra diocesi. Pregate per noi». E il 16 maggio: «Lunedì 13 maggio, festa della Madonna di Fatima, la comunità parrocchiale di Bam e quella diocesana erano in festa per i nuovi catechisti. Dopo la Messa i fedeli si stavano recando in pellegrinaggio verso il villaggio di Sigma con la statua della Madonna. Sono stati assaliti da un gruppo di terroristi che hanno distrutto la statua della Madonna e rapito quattro uomini responsabili della comunità. Li hanno portati lontano dagli altri e li hanno uccisi. I nostri martiri sono stati sepolti nella notte del 13 maggio perché con il caldo i corpi non potevano essere conservati. La comunità è nel dolore, ma continua la preghiera per i defunti e per la conversione dei terroristi. Nella fede in Cristo vincitore del male andiamo avanti. Grazie per il vostro sostegno. Padre Justin Kientega, vescovo di Ouahigouya, Burkina Faso».

s.m.