Tutela delle rocche: la prima adesione arriva da Montaldo Roero

AMBIENTE Un protocollo d’intesa per la tutela della dorsale delle rocche del Roero verrà firmato pubblicamente dai candidati sindaci durante un incontro aperto al pubblico che si terrà giovedì 16 maggio, alle  17, al castello di Cisterna d’Asti. All’incontro  interverranno Andrea Degiovanni (direttore aree protette Appennino Piemontese), Gianfranco Miroglio (presidente del Parco paleontologico Astigiano) e Marco Guerrini (sindaco di Carrega Ligure e referente del neo Parco Alta Val Borbera) che racconteranno le testimonianze di chi ha già intrapreso percorsi di tutela analoghi.

Fulvio Coraglia, sindaco di Montaldo Roero, uno dei dodici comuni posti sulla dorsale delle rocche, è stato il primo a firmare il protocollo d’intesa.

Come ha reagito alla proposta?

«Il nostro paese poggia fisicamente su una rocca: l’interesse per questa proposta non poteva essere che immediato! Quando si parlava di Unesco sono stato uno di quelli che si è opposto al progetto poiché non erano chiari quali vincoli per il nostro territorio ne sarebbero derivati. È stato un grosso errore e oggi mi assumo le mie colpe. Ma non dobbiamo commetterlo un’altra volta».

Il suo sostegno per l’iniziativa è quindi totale?

«Dobbiamo assolutamente spingere per questo progetto: da un lato perché la stessa esperienza Unesco ci ha insegnato che fare squadra su temi come la tutela del territorio è un modo di agire vincente, oltre che uno dei requisiti richiesti dalla medesima organizzazione internazionale. In secondo luogo perché negli ultimi anni è cambiato lo spirito del Roero nel modo di pensare l’ambiente. Basta fare caso ai pali nelle vigne: qualche anno fa si utilizzavano solo quelli di cemento, più comodi ed economici; oggi non c’è dubbio del dire che quelli di legno sono la scelta migliore. Le Amministrazioni, i cittadini e i contadini hanno cominciato a ragionare diversamente: stiamo sviluppando un’idea sempre più concreta di rispetto e salvaguardia del meraviglioso ambiente in cui viviamo. Questo progetto è partito nel modo giusto poiché è inclusivo e permette ad ognuno di contribuire al successo dell’operazione. È la volta buona per far conoscere a tutti la grande bellezza dei luoghi in cui viviamo».

Turismo: quale, secondo la sua visione, il modello da adottare?

«In linea di massima sarebbe bene seguire il modello delle Langhe, riuscendo tuttavia a limitare i flussi e ad avere rispetto per la nostra propria identità. Il Roero non è solo vigna, ma è anche frutteto, bosco, insomma grande biodiversità. C’è bisogno di un turismo consapevole, che sappia rispettare la delicatezza dei suoi equilibri. Sono stato il primo ad aderire e spingerò i miei colleghi a fare altrettanto. È una buona opportunità e lasciarla perdere sarebbe un errore».

Federico Tubiello