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Bra: anche l’assicurazione è citata in giudizio

BRA È iniziato lunedì 3 giugno, al Tribunale di Asti, il processo a carico di un autista e del rappresentante legale della Sac Srl, imputati nella vicenda avvenuta il 28 ottobre del 2016 a Bra, in cui un bambino che all’epoca aveva sei anni perse una mano. La novità della recente udienza è la chiamata in giudizio, autorizzata dal giudice, della compagnia assicurativa, il gruppo Itas mutua, come responsabile civile, da parte del legale della parte offesa.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, che è rappresentata dal pubblico ministero Francesca Dentis, l’autista dello scuolabus della Sac Srl, aggiudicataria del servizio di trasporto scolastico per il Comune di Bra, quel giorno, mentre effettuava la fermata presso una cascina, distratto dall’uso di un telefonino, aveva sbagliato la traiettoria di marcia andando a urtare lo spigolo di un muro. Era stata quindi colpita la mano destra dell’alunno, che si trovava a bordo in piedi e non seduto al momento della ripartenza del mezzo, e che aveva infilato la manina in una fessura di 6-7 centimetri della portiera posteriore destra dell’autobus, che si era venuta a creare a seguito di una rottura o un guasto della guarnizione in gomma. All’incidente erano conseguite lesioni personali gravissime, consistite nell’amputazione della mano destra.
È imputato anche il legale rappresentante della Sac Srl per una serie di violazioni, in particolare per non aver garantito che il bimbo fosse seduto e per non aver provveduto alla riparazione della fessura. L’autista è difeso dall’avvocato Fernanda Portulano del Foro di Torino e il legale rappresentante della Sac Srl da Carlo Mussa del Foro di Torino. La parte offesa, cioè il bambino tramite i genitori, a suo tempo aveva presentato un esposto alla Procura di Asti; i genitori di fronte al giudice Claudia Beconi si sono costituiti parti civili sia in proprio che come esercenti la potestà genitoriale sul figlio minore per il risarcimento dei danni patiti.
«Il pregiudizio causato al minore risulta molto significativo, consiste nella subamputazione da schiacciamento e strappamento della mano destra», commenta il legale della parte offesa, l’albese Roberto Ponzio, che aggiunge: «Il danno dovrà far riferimento all’incapacità lavorativa futura del bambino, per il quale sono escluse professioni manuali come quella dell’operaio o dell’autista, e nelle spese mediche già sostenute e che si renderanno necessarie per la cura e la riabilitazione, oltre che nel danno biologico ed esistenziale; anche per i genitori ovviamente si dovrà tenere in conto il danno biologico di natura psichica dovuto al turbamento e alla sofferenza conseguiti al fatto».
Il processo è stato rinviato al 4 novembre.

a.r.