Le vendite di auto elettriche e ibride sono in crescita, ma solo una nuova vettura ogni venti è green

Nonostante le auto green rappresentino appena il 5 per cento del totale, una quota marginale, i numeri mostrano un settore in crescita. Secondo l’elaborazione del centro studi di Autoscout24 su dati Automobile club d’Italia, nel 2018 il parco circolante di auto ibride ed elettriche in Piemonte è pari a 20.245 vetture (5° posto in Italia per numerosità), un dato in crescita del 56,5% rispetto al 2017. Le vetture elettriche in circolazione sono aumentate del 68,8% (753 vetture) e le ibride del 56,1% (19.492).

Un trend positivo che prosegue anche nei primi cinque mesi del 2019, ma con valori più contenuti rispetto alla media nazionale (38,9%): i dati provvisori dell’Aci indicano nella regione 3.559 nuove immatricolazioni di vetture ibride ed elettriche, in crescita del 15,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nel dettaglio le vendite di auto elettriche segnano un 200% in più (240 auto) e quelle ibride del 10,5% (3.319). Va detto che la quota di auto ecologiche sul totale resta rispettivamente dello 0,3% e del 3,5%, ma sono numeri destinati a crescere: secondo una recente ricerca internazionale di Autoscout24, nei prossimi anni gli italiani si orienteranno prevalentemente sui motori ibridi (per il 56%) ed elettrici (per il 45%), anche se per il momento restano ancora tante le barriere da superare, come i costi troppo alti (per il 60%), la scarsa autonomia e la mancanza di stazioni di rifornimento (56%).

 

Qual è la fotografia a livello provinciale? Sempre nei primi cinque mesi del 2019, il maggior numero di prime immatricolazioni in regione si è registrato nella provincia di Torino con 1.887 vetture green, seguita da Cuneo (496), Novara (360), Alessandria (303), Vercelli (178), Biella (146), Asti (105) e Verbano-Cusio-Ossola (94).

«Nonostante i numeri siano ancora limitati, la crescita dell’elettrico è un sintomo dell’importante cambiamento culturale che sta trasformando tutta l’industria dell’auto e modificando il concetto più ampio di mobilità», afferma Tommaso Menegazzo, responsabile del centro studi di Autoscout24. «Siamo ancora lontani dai paesi virtuosi come la Norvegia, ma la maggiore sensibilità degli italiani sui temi della sostenibilità, i crescenti investimenti delle case automobilistiche e i programmi di incentivi all’acquisto di veicoli sempre meno inquinanti da parte dello Stato stanno andando nella direzione giusta per colmare questo divario. Probabilmente non sarà un processo veloce perché i costi per l’acquisto sono ancora elevati e le infrastrutture, come le stazioni di ricarica, non sono adeguate per soddisfare le attuali esigenze di mobilità degli italiani».