Medico a processo: per il giudice sono necessari ulteriori accertamenti

ALBA Prosegue al Tribunale di Asti il processo al medico dell’ospedale San Lazzaro di Alba, accusato di aver perforato l’intestino di un astigiano di 74 anni che era stato sottoposto a una colonscopia. L’uomo aveva presentato un esposto segnalando di aver iniziato ad accusare forti dolori addominali una volta tornato a casa: recatosi al pronto soccorso, gli era stata diagnosticata una perforazione intestinale che aveva reso necessario un intervento chirurgico urgente; dopo l’intervento era iniziato un percorso di recupero lento e difficile, con farmaci e terapie, e tre settimane di ricovero.
<EM>La scorsa settimana il giudice delle indagini preliminari Francesca Di Naro ha depositato un’ordinanza in cui dispone di procedere ad altri accertamenti, per l’espletamento dei quali ha concesso sei mesi, suggerendo di sentire i medici per valutare il quadro clinico prima e dopo la colonscopia e infine disponendo una perizia collegiale nelle forme dell’incidente probatorio. L’anziano è rappresentato dall’avvocato Erik Stefano Bodda di Asti, mentre il medico da Roberto Ponzio, che commenta: «Se sarà disposta una perizia collegiale la situazione secondo noi non cambierà: come ritengo sia stato dimostrato dai nostri consulenti, il comportamento del professionista non può essere giudicato colposo. Sono state seguite le linee guida e il mancato riscontro della perforazione in corso di esame non può essere considerato un errore, essendo la situazione altamente probabile come documentato dalla letteratura scientifica».

a.r.