Corrispondenza in ritardo: solito dramma dell’estate

POSTE Anche quest’anno i mesi estivi stanno portando disservizi nel recapito postale. Un nostro abbonato di Castiglione Falletto nell’ultimo mese ha ricevuto per tre volte Gazzetta d’Alba il giovedì anziché il martedì e nei giorni scorsi altre segnalazioni analoghe sono arrivate ai nostri uffici.

Già qualche mese fa si erano registrati problemi di questo genere. Ad aprile un numero di Gazzetta non arrivò agli abbonati di Sinio. Il disguido era dovuto alla riduzione del numero dei portalettere sul centro di distribuzione di Alba. Poi, a fine maggio, a sollevare la questione del recapito fu il sindaco di Santo Stefano Belbo Luigi Icardi, segnalando parecchi casi di errata o mancata consegna della corrispondenza in alcuni centri della Valle Belbo. I problemi erano legati al fatto che, dal 18 marzo, Santo Stefano Belbo non funzionava più da centro secondario di distribuzione e il recapito veniva gestito da Cortemilia, mentre il servizio Pt business dipendeva da Alba.

In quell’occasione, il sindacalista Antonio Lombardo (Cgil-Slc Poste Alba-Bra) segnalò il rischio che la situazione potesse peggiorare nei mesi estivi a causa dell’assenza degli addetti che devono coprire le assenze per ferie. La previsione, a quanto pare, si sta avverando. Il sindacalista spiega che sono previste 60 assunzioni a tempo determinato, ma che partiranno presumibilmente solo da settembre e comunque non riguarderanno solo il recapito. Inoltre, nei prossimi mesi il numero dei portalettere potrebbe ancora ridursi a causa di pensionamenti e mobilità interna.

«L’accordo firmato per il recapito prevedeva assunzioni. Serve un titolare per ogni zona di recapito, mentre al momento nella filiale di Alba ne mancano una dozzina e alcuni addetti del settore Pt business vengono utilizzati come scorte per il recapito in aree che non conoscono», afferma Lombardo. In caso di disservizi subiti, l’esponente sindacale invita i cittadini a rivolgersi agli amministratori locali, che possono avere un ruolo importante facendo pressing sull’azienda, anche attraverso le Unioni di Comuni o associazioni come Anci e Uncem.

Corrado Olocco