I giovani imprenditori: «Giù le mani dall’Europa»

ALBA La fondazione Ferrero ha ospitato un incontro tra le imprese e alcuni esponenti della politica
Alla fondazione Ferrero, mercoledì 19 giugno, si è svolta l’annuale assemblea del gruppo Giovani imprenditori che fa capo a Confindustria Cuneo.

Alberto Ribezzo, presidente del gruppo Giovani imprenditori che fa capo a Confindustria Cuneo

Il presidente Alberto Ribezzo ha ringraziato la storica azienda dolciaria albese, «perché costituisce un modello di sviluppo da generazioni, ben presente a tutti gli imprenditori, piccoli e grandi, che l’ammirano e la indicano come un punto di riferimento».

La Ferrero, rappresentata dal segretario generale della fondazione, Bartolomeo Salomone, ha promosso un incontro pubblico a margine dell’assemblea dei giovani confindustriali.

“Spread, mercati ed Europa”, un’analisi offerta dallo stesso Salomone, che ha ripercorso vent’anni di moneta unica. Anche la politica ha partecipato al confronto con gli imprenditori del domani.

Federico Borgna, presidente della provincia di Cuneo, ha insistito sulla necessità «di rafforzare il legame tra istituzioni e impresa».

Impegno condiviso dal nuovo presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, che ha usato parole dolci per l’imprenditoria piemontese: «Gli imprenditori sono straordinari, non si può chiedere la stessa qualità anche alla politica, mi accontenterei d’essere giudicato un buon amministratore».

L’avvocato Gionni Marengo ha portato il saluto del nuovo sindaco albese Carlo Bo e promesso: «Viviamo in un’isola felice, ma dobbiamo porre con concretezza la questione di come preservarla. L’imprenditoria, che tanto ha fatto per il territorio, merita una struttura politica che sia in grado di accompagnarla».

Tanti buoni propositi e attestati di stima incassati dal capo dei giovani industriali, Ribezzo, che in accordo con il tema della serata ha voluto esprimere la chiara posizione del gruppo: «Giù le mani dall’Europa. A chi sostiene che sia un progetto costoso, va ricordato quale sciagura, non solo economica, costituirebbe un suo smantellamento».

Alessio Degiorgis