A Murazzano ancora pecore attaccate dai lupi

ALTA LANGA  Non c’è pace per gli allevatori di ovini delle Langhe. La scorsa settimana a Camerana, questa settimana a Murazzano. Si fa fatica a tenere il conto degli attacchi di lupi che lasciano sul campo carcasse di pecore e vitelli. A Murazzano nei giorni scorsi i lupi hanno sbranato due esemplari di agnello della famosa razza autoctona delle Langhe e ferito gravemente altre due pecore. L’azienda colpita da quest’ultimo attacco denuncia che solo negli ultimi due anni ha perso oltre 40 capi a causa dei lupi, ma in alta Langa non c’è azienda che non abbia subito attacchi e gravi danni.

Commenta Roberto Moncalvo, delegato confederale di Coldiretti Cuneo: «Non sappiamo cosa debba accadere ancora perché si prendano le decisioni necessarie, a partire dall’approvazione del piano lupi, per contrastare decisamente questa situazione. Oggi gli allevatori sono le sole vittime e tra loro non resta che il sentimento di totale impotenza». Prosegue Moncalvo: «Al nuovo Governo e alla Regione  lanciamo l’ennesimo appello: bisogna intervenire diversamente perché non si possono chiudere gli occhi su un’oggettiva verità, cioè che le misure messe in atto finora non bastano perché hanno dimostrato di non essere sempre efficaci. O ne prendiamo atto,  oppure accettiamo questa situazione che porterà gli agricoltori ad abbandonare gli allevamenti. Il paradosso è che per proteggere una razza in via di estinzione come quella del lupo si sta legittimando la carneficina di altre razze in via di estinzione come, ad esempio, la pecora autoctona delle Langhe».

Ma c’è qualcosa di più che sa di beffa. Gli allevatori dell’alta Langa per le regole regionali vigenti non possono neppure accedere ai contributi previsti a sostegno degli investimenti che fanno per le opere di protezione dagli attacchi (ad esempio le recinzioni). «Lo abbiamo già fatto presente alla Regione. È ora che si correggano le regole del gioco per consentire a queste aziende di accedere a quanto spetta loro».