A ogni temporale i capannoni della Giesse di Castellinaldo vengono allagati

A ogni temporale i capannoni della Giesse di Castellinaldo vengono allagati

CASTELLINALDO Le piogge di fine estate (e il temporale della notte tra mercoledì e giovedì della scorsa settimana) hanno causato disagi e allagamenti anche nella zona industriale di Castellinaldo. A farne le spese è stata, in particolare, la ditta Giesse, la più grande del paese, che costeggia per circa 500 metri la strada che collega Borbore a Castellinaldo. Spiega il presidente del gruppo industriale Giulio Valsania: «Capisco che la conformazione del terreno porti a incanalare e raccogliere l’acqua piovana di due valli a monte. E potrebbe anche essere che le precipitazioni stiano aumentando d’intensità. Però, qui da noi, ogni volta che piove, e non necessariamente in modo anomalo, l’acqua esce dai fossi, la strada diventa un fiume di fango e la melma entra negli stabilimenti».

Continua l’imprenditore: «Da quando abbiamo aperto, nel 2006, avrò visto pulire i fossi al massimo un paio di volte. Quindi mi viene da pensare che non sia solo un problema di “natura impazzita”, ma anche di cattiva gestione del territorio. Visto che ogni volta contiamo i danni, e sono sempre migliaia di euro tra merce rovinata e tempo perso per ripulire piazzali ed edifici, avrei piacere che si trovasse una soluzione al problema». Valsania aggiunge: «Ho già incontrato il sindaco Molino che, peraltro, è stato molto disponibile e ci è venuto incontro. Nonostante la strada non sia di sua competenza ha fatto fare diversi passaggi per tagliare l’erba ai bordi della carreggiata. Però si è sempre trattato di interventi estetici e non strutturali. Andrebbero ripassati e dragati i fossi, o magari allargati. Occorrerebbe un intervento diretto dell’ente responsabile del tratto, ossia la Provincia».

Il presidente della Giesse conclude: «Non so se il problema sia di risorse, organizzativo o di volontà, ma vorrei lanciare un appello ai responsabili provinciali affinché si siedano a un tavolo con noi e il Comune. Propongo che ognuno contribuisca. Come azienda siamo disposti a metterci tempo e denaro, se anche gli altri lo faranno, in modo che ci si possa svegliare da questo incubo assurdo. Anche perché, al di là delle situazioni di emergenza, una collaborazione più concreta porterebbe ad avere un’area più curata. Spesso abbiamo visite dall’estero e un territorio bello e ordinato fuori dei nostri stabilimenti sarebbe un ottimo biglietto da visita».

Andrea Audisio

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