Volontari e restauratori al lavoro nella chiesa di San Giuseppe ad Alba

ALBA La chiesa di San Giuseppe, scrigno barocco del centro storico albese, il 20 e 21 settembre è stata interessata da lavori di pulizia e manutenzione conservativa. Una delicata e attenta operazione di pulitura ha permesso di eliminare la polvere che col tempo si deposita e ha permesso di rivelare la necessità di mettere in sicurezza agganci e ancoraggi delle opere. I lavori sono stati rivolti al Crocefisso ligneo della prima cappella sulla destra, e degli altari in legno nelle cappelle dei santi Pietro e Paolo (la seconda a destra) e dell’Angelo custode (la seconda a sinistra).

I lavori sono stati condotti dai volontari dell’associazione Proteggere insieme, sotto la guida di Ivonne Canova, restauratrice volontaria e coordinatrice nazionale dei restauratori dei gruppi affiliati a Proteggere insieme e la direzione di Renzo Coral, responsabile operativo nazionale per le attività sui beni culturali dell’associazione.

Anche durante l’intervento la chiesa è rimasta aperta al pubblico, anzi si è colta l’occasione, sabato 21 settembre alle 11, per una speciale visita guidata dal titolo Aperti per lavori. Incontro con la storica dell’arte e la restauratrice. Sonia Fazio, storica dell’arte, ha svelato ai partecipanti non sono la ricchezza artistica della chiesa ma anche le vicissitudini dell’edificio, abbandonato negli ultimi decenni del Novecento, fino a versare in difficili condizioni di degrado ed essere spogliata dai furti di numerose opere d’arte. Sono stati i volontari di Proteggere insieme tra il 1997 e il 2002 a recuperare e rilanciare San Giuseppe. Oggi la chiesa conserva affreschi e opere di Sebastiano Taricco e Pietro Paolo Operti.

Nel recente passato la chiesa ha ricevuto altre cure. L’altare in stucco, che presentava gli angoli sbeccati, è stato oggetto di manutenzione due anni fa mentre la voltina della cappella dell’Angelo custode, danneggiata dalle infiltrazioni d’acqua a seguito della rottura e dello spostamento di alcune tegole del tetto causato dal maltempo, è stata salvata un anno e mezzo fa dalle infiltrazioni saline che stavano sollevando la pellicola pittorica.