2018: il vecchio Piemonte perde ventimila residenti

DEMOGRAFIA Il Piemonte ha perso 19.459 abitanti nel 2018 – l’equivalente di una città come Saluzzo –, mentre la popolazione è sempre più anziana; a scuola ci sono 4.100 alunni in meno e mancano 150 classi. In occasione dell’inizio dell’anno scolastico la Regione comunica i dati demografici elaborati da Pista Piemonte statistica e scolastici 2019- 2020 – elaborati dalla rilevazione regionale –, che serviranno a delineare l’atto di indirizzo per il dimensionamento scolastico piemontese e per la programmazione dell’offerta formativa per l’anno 2020-2021.

Il quadro che emerge è tutto meno che incoraggiante. L’analisi demografica dell’ultimo decennio indica che, dopo gli anni di crescita d’inizio millennio, da oltre un quinquennio si registra un costante calo nella popolazione. Al 31 dicembre 2018 infatti il numero dei piemontesi residenti era definito in 4.356.406, 19.459 in meno rispetto all’anno precedente.

BAMBINI

Le nascite sono ormai in diminuzione da un decennio e confermano anche per il 2018 un saldo negativo, peraltro quasi raddoppiato rispetto all’anno precedente (oltre 1.700 neonati in meno nei confronti del 2017) e un indice di natalità tra i più bassi del mondo, pari al 7,3 per mille abitanti.

IMMIGRATI

Cresce, di conseguenza, l’età media e si conferma l’invecchiamento della popolazione con ben 201 anziani ogni 100 giovani. A dispetto della percezione e della fantomatica “invasione” inventata dalla politica per scopi elettorali, la popolazione straniera residente risulta costante da oltre un quinquennio e si attesta a 427.911 persone, pari al 9,82 per cento del totale dei piemontesi. Nel 2014 gli stranieri regolari erano 425.523, mentre dal 2004 al 2014 il loro numero era andato più che triplicando. La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dalla Romania, con il 34,6 per cento di tutti gli immigrati presenti sul territorio regionale, seguita dal Marocco (12,7 per cento) e dall’Albania (9,6).

LE SCUOLE

I dati della rilevazione scolastica regionale evidenziano, di pari passo con l’arrestarsi dell’immigrazione e la decrescita delle nascite, una flessione della domanda a partire dai servizi per la prima infanzia, che risentono dell’andamento della natalità. Crescono, invece, leggermente i bambini che frequentano la scuola secondaria di secondo grado: sono il frutto dei primi anni del millennio, tra il 2001 e il 2005, con lenta, ma costante crescita demografica.

I dati riferiti alle scuole (statali e non statali) hanno in generale evidenziato un calo di 3.600 alunni nell’anno scolastico 2018-2019, con una previsione per il 2019-2020 di ben 4.100 alunni in meno rispetto a due anni scolastici fa, per un totale di 525.942 studenti. I dati vengono solo in parte compensati da una popolazione immigrata residente mediamente meno anziana rispetto a quella autoctona. Gli alunni stranieri rappresentano nelle nostre scuole oltre il 13 per cento degli iscritti, con una distribuzione diversa fra i diversi gradi scolastici. L’incidenza maggiore si ha nella scuola primaria, con il 15,5 per cento di stranieri; la più bassa nelle scuole superiori, con il 9 per cento circa.

CUNEO

La provincia di Cuneo scende sotto gli 80mila studenti: nel 2019-2020 saranno nel complesso 79.389, 10.658 nelle scuole dell’infanzia, 26.382 nelle scuole elementari, 16.751 alle medie inferiori e 25.598 nelle superiori. Resta stabile il numero delle scuole: 4.300, con una copertura di 860 su 1.181 Comuni montani. Il 18 per cento sono sedi di scuola paritaria, concentrata in gran parte nell’istruzione dell’infanzia dove rappresenta circa un terzo dell’offerta complessiva, mentre per gli altri gradi scolastici si attesta al di sotto del 10 per cento dell’offerta totale.

Marcello Pasquero