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Luigi: la passione per i droni ora è un lavoro

«Tutto inizia con un’idea nata da una conversazione a tavola in compagnia di alcuni amici, il giorno dopo ho comprato il primo drone e ho iniziato a “pacioccarci”»: Luigi Gronchi, giovane braidese, sceglie di partire dalle origini dell’avventura imprenditoriale nel mondo degli Apr (aeromobili a pilotaggio remoto), meglio noti semplicemente come droni.

Un sentiero, stretto e tortuoso, che in due anni e mezzo lo ha portato ad aprire un campo volo a Narzole e a essere il referente unico per Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria di Italdron Spa, azienda leader nazionale nella produzione di velivoli pilotati a distanza con sede a Ravenna. «Ho la qualifica di perito e prima di iniziare con questo ho fatto un po’ di tutto, dal portapizze all’elettricista, al venditore in un negozio Trony», riprende immergendosi nell’antefatto di un’intuizione che lo ha portato a mettersi in proprio a 27 anni. «Mi sono licenziato e ho aperto l’attività, ma i primi tempi non è semplice, devi occuparti di tutto: dal fare il pilota all’essere un buon commerciale. I primi lavori li fai gratis, tieni bassi i prezzi per essere competitivo, inizi a parlare con la gente, tiri fuori la “faccia di bronzo” e ottieni i primi contatti». La svolta per il nostro “cavaliere dell’aria” è dietro l’angolo, non in senso letterale visti i 500 chilometri che dividono Bra da Ravenna.

Luigi Gronchi, braidese, ha attivato un campo di volo a Narzole, luogo dove insegna il pilotaggio dei droni.

«La metà di quelli che si avvicinano al mondo dei droni li considera alla stregua di giocattoli, l’altra metà ci vede qualcosa di più. È un campo in continua evoluzione, se vuoi distinguerti e avere un futuro devi tenerti al passo e puntare sulle certificazioni». Una ricerca sul Web e una e-mail alla Italdron, un appuntamento ed è cosa fatta: dai primi servizi fotografici a un’azienda abilitata a rilasciare, in collaborazione con Italdron Academy, brevetti per piloti riconosciuti dall’Enac – acronimo che indica l’Ente nazionale dell’aviazione civile. «Ho trovato un recapito, il giorno dopo la mia e-mail ha ottenuto una risposta e sono partito per l’appuntamento: nel settembre 2018 è iniziato il primo corso di formazione per piloti con 5 iscritti».

Nel mezzo si trovano l’apertura di una sede fisica a Narzole, un colloquio con il sindaco del centro langhetto, che concede l’assenso all’apertura di un’aviosuperficie (registrata regolarmente all’Enac) in località Bricco, e le cooptazioni dei primi collaboratori (un ingegnere aerospaziale e un ex pilota di aerei militari).

«Le classi di aspiranti piloti sono piccole per scelta: il corso è una cosa seria, delle 28 ore necessarie per la qualifica più della metà viene usata per illustrare le normative che regolano il volo, devi sapere quali sono i tuoi spazi per evitare di scontrarti con gli altri utenti del cielo», spiega. «Gli argomenti da digerire sono tanti; attualmente rilasciamo due tipi di attestati, uno per operazioni non critiche e uno che consente il sorvolo di zone sensibili». Senza tralasciare il versante dei servizi offerti alla clientela altra, un campo magmatico in frenetica evoluzione. «Attorno al drone ruota un piccolo universo di possibili applicazioni, dalla fotogrammetria di precisione ai rilievi preliminari. Un esempio: da poco ci è stata commissionata l’ispezione del tetto delle carceri di Fossano».

Le varie applicazioni sono un microcosmo nel quale il giovane si sta acclimatando: «I dispositivi ottici permettono di ottenere mappature 3D attraverso sistemi come il Lidar, un sonar che costruisce modelli con gli impulsi inviati e ricevuti. La nuova frontiera è quella dell’agricoltura di precisione, a oggi è possibile agire nei vigneti per ottenere un resoconto dello stato di vigore delle piante di un appezzamento. Quattro o sei eliche, dimensioni che vanno da alcune decine di centimetri al metro e oltre di diametro. Alcuni esemplari possono addirittura portare un silos per la dispersione mirata della piralide, un batterio usato nella lotta contro le patologie del mais».

d.g.

Fino al 2017 ha svolto varie attività

Luigi Gronchi è nato a Bra, dove attualmente vive, nel 1992. Qui ha compiuto la sua carriera di studente conseguendo, presso l’Itis Ascanio Sobrero, il diploma di perito elettronico nel 2011; dopo una serie di lavori in bar e pizzerie, per due anni è stato un dipendente del punto vendita Trony, settore tecnologia. Nel 2017 ha preso la partita Iva e ha aperto una ditta specializzata in servizi di rilevamento ad alta precisione per mezzo di droni. Dal 2018 ha scelto di aprire a Narzole la sede della propria attività ampliando la gamma dell’offerta alla clientela con corsi di pilotaggio di aeromobili. Su queste moderne macchine dice: «L’unica pecca è la loro autonomia ancora limitata; inoltre, secondo le normative il pilota non può perdere il contatto visivo».