Demichelis: la normativa ha compiuto grandi passi

L’INTERVISTA  La legge italiana ha fatto passi importanti sul fronte della violenza di genere, basti pensare al Codice rosso, entrato in vigore a luglio di quest’anno. Senza dimenticare l’istituzione di un numero telefonico – il 1522 – voluto dal Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri: sempre attivo, garantisce risposte immediate alle donne vittime di violenza o di stalking. Ne abbiamo parlato con l’avvocato albese Mara Demichelis, presidente del Comitato pari opportunità presso il consiglio dell’Ordine degli avvocati di Asti.

Se parliamo di violenza contro le donne, i dati continuano a essere allarmanti: quali strumenti prevede la legge, Demichelis?
«Si tratta di una normativa piuttosto recente, partita con la ratifica della Convenzione di Istanbul nel giugno del 2013, che qualifica la violenza contro le donne come una violazione dei diritti umani. L’ultima legge è la numero 69 del luglio 2019, nota come Codice rosso, che ha introdotto modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e ad altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere. Tra gli obiettivi: rendere più rapida la fase di avvio del procedimento penale e di indagine per determinati reati, a partire dallo stalking, introducendo anche la possibilità di punire penalmente colui che non rispetta l’obbligo disposto dall’autorità giudiziaria di allontanamento dalla casa familiare o il divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla vittima. La nuova normativa ha aumentato le pene per la violenza sessuale e i maltrattamenti, oltre ad aver introdotto il reato di deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti del viso, il caso delle donne sfigurate dall’acido. In caso di morte della vittima, la pena è l’ergastolo, altrimenti si prevede la reclusione dagli 8 ai 14 anni».

Inchiesta: basta violenze sulle donne

Eppure, denunciare sembra essere ancora difficile…
«Per uscire da una situazione di violenza la donna deve affrontare un percorso difficoltoso: per questo è fondamentale fornirle un supporto idoneo sia dal punto di vista psicologico che legale. Per affrontare i processi civili e penali in cui la donna è vittima, sul nostro territorio è possibile rivolgersi all’Ordine degli avvocati di Asti, dove sono presenti elenchi di professionisti che possono accedere al patrocinio a spese dello Stato. Esiste anche il Fondo di solidarietà per il patrocinio legale delle vittime di violenza e di maltrattamenti, istituito dalla Regione nel 2008».

f.p.