L’aiuto delle aziende è centrale per Insieme

ALBA La cooperativa sociale ha festeggiato i suoi 30 anni con un convegno dedicato alla coesione
Trent’anni non sono una passeggiata, soprattutto in un settore come quello sociale, in cui emergono sempre nuovi bisogni. Lo sanno bene alla cooperativa sociale Insieme, che dal 1989 a oggi porta avanti la sua attività sul territorio, intervenendo sul fronte della disabilità, ma più in generale proponendo interventi per le persone che vivono in condizioni di svantaggio.

Nella sede di via Pola, ampliata anno dopo anno, sono presenti il centro diurno, ma anche laboratori che offrono opportunità lavorative concrete. C’è pure il magazzino in cui vengono smistati e sistemati i vestiti raccolti nei 55 Comuni della zona di Langhe e Roero, per poi essere rivenduti a prezzi molto vantaggiosi nei due negozi Gira e rigira, uno ad Alba in via Santa Barbara e uno a Bra in viale Risorgimento.

Per festeggiare i trent’anni dalla fondazione della cooperativa, sabato scorso, all’auditorium della fondazione Ferrero, è andato in scena un convegno incentrato sul concetto di fragilità e di coesione sociale, a cui hanno partecipato le principali autorità regionali e locali nel campo della socio-sanità.

Per parlare del presente della cooperativa e delle strategie future, abbiamo rivolto qualche domanda al presidente Francesco Monticone.

Che realtà rappresenta oggi Insieme?

«Si tratta di una realtà sociale cresciuta molto negli ultimi trent’anni: siamo partiti da due piccole stanze, per arrivare a una sede di 1.600 metri quadri; dai tre ragazzi che seguivamo all’inizio, oggi abbiamo un’ottantina di progetti all’attivo. Siamo sia una cooperativa di tipo A, con il centro frequentato ogni giorno da 20 ragazzi diversamente abili, sia una cooperativa di tipo B, con la quale ci rivolgiamo a persone che vivono in condizioni di svantaggio. Abbiamo 28 dipendenti e un centinaio di volontari che ci sostengono ogni giorno».

Per il futuro di una cooperativa come la vostra, quali aspetti occorre coltivare?

«Come abbiamo voluto sottolineare durante il convegno di sabato, è fondamentale il sostegno di tutto il territorio, dal pubblico alle aziende. Così, nei momenti in cui abbiamo avuto meno ordini, ci siamo trovati in difficoltà, perché non avevamo la possibilità di attivare tutti i percorsi lavorativi: quando un’azienda sceglie di affidarci un incarico, è come se aiutasse tante persone in difficoltà. Per questo, quando parliamo di rete, intendiamo proprio questa collaborazione, sulla quale ci auguriamo di poter continuare a contare per molti anni».

Il lavoro come strumento terapeutico e poi arriva l’assunzione

Monticone, quali sono le principali attività svolte dalla cooperativa Insieme?

«Se guardiamo alle nostre iniziative rivolte alle persone svantaggiate, che hanno per esempio perso il lavoro o si trovano a vivere situazioni di disagio, attiviamo percorsi di inserimento lavorativo in collaborazione con enti come il consorzio socioassistenziale Alba, Langhe e Roero, ma anche con l’Ufficio per l’esecuzione penale esterna. Nella nostra sede in via Pola, abbiamo diversi laboratori, dove svolgiamo lavori di assemblaggio o di confezionamento per conto di diverse ditte del territorio: il lavoro, in questi casi, diventa uno strumento terapeutico e talvolta sfocia in un’assunzione vera e propria. Abbiamo poi la raccolta dei vestiti nei Comuni di Langhe e Roero, che sono selezionati e puliti nel nostro magazzino, prima di essere messi in vendita nei due negozi Gira e rigira: questi non sono solo luoghi che offrono abiti e altri prodotti a prezzi vantaggiosi, ma sono anche uno spazio di coesione sociale. Abbiamo poi il nostro centro diurno, dove proponiamo sempre attività nuove e diversificate».

Francesca Pinaffo