Marco, 6mila chilometri a piedi contro la sclerosi multipla

SOLIDARIETÀ «Se ciascuno mettesse anche solo una minima parte dei propri talenti a disposizione degli altri, vivremmo in un Paese migliore». È con questo spirito che Marco Togni ha «messo in pausa» la sua vita da ingegnere e ha iniziato una camminata lunga 6mila chilometri per accendere i riflettori sulla sclerosi multipla, patologia di cui, prima del viaggio, aveva solo sentito parlare non essendone affetto e nemmeno conoscendo persone che ne fossero colpite.

“Osky”, come lo chiamano gli amici, 37 anni, nato a Bergamo ma cresciuto a Finale Ligure, ha dato forma al suo sogno nell’estate 2018. Racconta il protagonista: «Svolgendo un lavoro che mi consente di avviare collaborazioni su determinati progetti e non avendo né moglie né figli, ho pensato fosse arrivato il momento giusto: ho “disegnato” il progetto, sono diventato volontario dell’Associazione italiana sclerosi multipla e ho iniziato a camminare». L’avventura, completamente autofinanziata, è partita il 17 marzo, giorno dell’Unità d’Italia, da Genova, tra le macerie del ponte Morandi e si concluderà, ancora nel capoluogo ligure, il 30 novembre.

Proprio in questi giorni il volontario Aism si trova nel Cuneese: dopo aver fatto tappa a Racconigi e Savigliano, martedì 19, è stato a Fossano, per poi raggiungere nelle giornate di mercoledì 20 e giovedì 21 Mondovì (si può seguire il viaggio su Facebook e Instagram cercando “osky4aism”).

Al termine del percorso, l’ingegnere avrà camminato per 259 giorni consecutivi, attraversato 18 regioni, con una media di 25 chilometri percorsi ogni giorno, interamente a piedi. «Cammino in solitaria senza alcun accompagnatore al seguito e mi fermo soltanto di notte per recuperare le energie», spiega Togni che, durante le sue “escursioni”, visita le sezioni locali dell’Aism, incontra Amministrazioni locali, parla agli studenti. Il tutto per promuovere «la “Carta dei diritti delle persone con sclerosi multipla”, documento che mette al centro l’autodeterminazione, l’inclusione, il lavoro, l’informazione, la partecipazione attiva, la salute e la ricerca».

Finora non ha vissuto giornate di grossa difficoltà, fatto salvo qualche piccolo, inevitabile, acciacco.  «So che le difficoltà inizieranno quando avrò terminato il viaggio, perché sicuramente non sarò più come prima». Togni tornerà a fare l’ingegnere ma, in parallelo, continuerà a sviluppare progetti di sensibilizzazione sulla sclerosi multipla. «Ho incontrato e fatto amicizia con molte persone con la sclerosi multipla e ora ho tantissime nuove motivazioni per mettere qualcosa di mio a loro disposizione».

Enrico Fonte