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“Mica”, un termine piemontese che significa “pagnotta”, ma anche “Ogni”

MicaPagnotta; forma di pane; – Aggettivo indefinito “ogni”

Sotto la neve pane. Proprio il pane, oggigiorno, è classificabile in differenti e spettacolari forme: biova, ciabatta, tartaruga, bocconcino, filone. Per non parlare dell’impasto: integrale, senza strutto, all’acqua, all’olio, ai cereali, al farro, alla curcuma, azzimo, e via dicendo.

Ci fu un tempo in cui non vi erano troppe attenzioni all’estetica, nonostante il contenuto fosse indubbiamente sano, sostanzioso e garantito. Questo non valeva soltanto per il pane. Oggi parliamo del fatto che, in piemontese, una pagnotta, sia chiamata semplicemente na mica ‘d pan.

Dejne për na mica e ‘n pruss (dargliene una pagnotta e una pera), significa retoricamente tediare o comunque insistere esageratamente. D’altra parte, personalmente dispiace sempre che quando qualcuno è un po’ sciocco venga tacciato come fòl paid na mica, matto come una pagnotta. Il pane, semplice e umile, è tutt’altro che stupido nella sua alta funzione significante. Ma si lascia pur sempre mangiare.

Questa parola la troviamo anche in altre lingue, antiche e contemporanee. In latino mica è la briciola, da cui la forma rafforzativa popolare miccam, pagnotta, appunto. Stesso significato in provenzale per il lemma mico; mentre in olandese il termine micke è il pane di frumento. Nel piemontese stesso troviamo alcune declinazioni di mica a seconda della dimensione di questa. Infatti la michëtta è la pagnottella, di esigue dimensioni; il micon è il pagnottone di maggiori dimensioni che veniva distribuito ai poveri in particolari occasioni di festività cristiana.

C’è anche un significato decisamente distante dal tema della panificazione. Quando mica è seguito da una quantificazione temporale, la parola assume il significato dell’aggettivo indefinito “ogni”. Mica tant, ogni tanto; mica des vòte, ogni dieci volte. Si tratta però di un’evoluzione linguistica territoriale che ha origine nella terminologia generale “minca”.

È altrettanto inspiegabile il fatto che una persona piemontese, che tenta di esprimersi in italiano, utilizzi questo termine né nell’una, né nell’altra maniera, bensì per rafforzare una negazione. Un esempio? Oggi non vado mica a fin là!

Paolo Tibaldi