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Sette milioni di italiane dichiarano di avere subito violenza nella vita

Novantadue: è il numero delle donne uccise in Italia in dodici mesi per mano dei loro mariti, compagni, ex, colleghi o conoscenti. Il dato si riferisce al periodo compreso tra il primo agosto 2018 e il 31 luglio 2019. Ma, se questi sono i femminicidi – stesso numero dell’anno precedente – esiste pure un panorama di violenze fisiche e psicologiche che si consumano tra le mura domestiche.

Sono passati vent’anni da quando, nel dicembre del 1999, l’Assemblea delle Nazioni unite ha istituito la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, fissata per il 25 novembre. Una ricorrenza non solo simbolica, ma un modo per prendere atto di un fenomeno presente in diversi strati della società, anche se a prima vista può sfuggire, perché nascosto da reticenze.

Lo dimostrano gli ultimi dati dell’Istat, relativi al primo semestre 2019: sul campione di donne preso in considerazione, quasi 7 milioni di italiane tra i 16 e i 70 anni hanno dichiarato di aver subito almeno una volta nella vita una forma di violenza. Nel 20 per cento dei casi si tratta di violenza fisica. E nel 21 per cento di violenza sessuale, con un 5,4 per cento di abusi gravi, come stupro o tentato stupro. A essere ancora più allarmante è il fatto che, su un campione di 3 milioni di donne, il 5,2 per cento abbiano dichiarato di aver subito atti violenti da parte del loro partner e il 18,9 da parte di un ex. Frequenti, con una percentuale del 2,5 per cento, anche gli abusi di colleghi di lavoro. Nel 3 per cento dei casi, invece, si tratta di semplici conoscenti.

Inchiesta: basta violenze sulle donne

In questo scenario drammatico, c’è un dato incoraggiante: la volontà di riscatto che ha spinto il 41,7 per cento delle vittime a trovare la forza di lasciare il compagno dopo le violenze. A sostenere il difficile percorso verso la dignità c’è una storia da raccontare: donne che aiutano altre donne, le ascoltano, forniscono loro informazioni e le accompagnano verso la rinascita. Tutto nasce in provincia di Cuneo, a Savigliano, da un’idea di Adonella Fiorito: «Oggi sono in pensione, ma per quarant’anni mi sono trovata ogni giorno a contatto con il mondo femminile. Così ho potuto rendermi conto di quanto il fenomeno della violenza di genere esista anche nella nostra società: perciò ho deciso di attivarmi».

Tredici anni fa, è nata l’associazione Mai+sole, oggi presente in tutta la Granda con un’ottantina di volontarie. Ad Alba la referente è Orsola Bonino: «Ogni secondo e quarto mercoledì del mese, dalle 18.30 alle 20, siamo presenti nella sede di corso Enotria 6, a disposizione delle donne alla ricerca di un aiuto. Per informazioni: 331-68.93.684».

Francesca Pinaffo