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BRA
 Anche per il 2020 le bollette della tassa rifiuti (Tari) delle famiglie braidesi si ridurranno di circa il 5 per cento. A dirlo è il sindaco Gianni Fogliato, che sottolinea gli ottimi risultati raggiunti: «Stiamo definendo in queste settimane le voci del bilancio di previsione, che intendiamo portare all’approvazione del Consiglio comunale il 23 dicembre. Grazie all’impegno dei cittadini nella differenziazione dei rifiuti, anche il prossimo anno prevediamo una riduzione del costo per gli utenti».

Un risultato frutto del nuovo appalto dei rifiuti realizzato durante l’Amministrazione Sibille e all’aumento della raccolta differenziata. Proprio il livello record di quest’ultima, cresciuto nell’ultimo anno di circa il 20 per cento, tanto da arrivare al 90 per cento dell’immondizia, ha consentito un risparmio. Ma ovviamente alla percentuale di riduzione dei rifiuti non può corrispondere un’equivalente riduzione in bolletta, sia perché questa comprende altre voci (come lo spazzamento delle strade o i costi di trasporto) sia perché alcuni rifiuti differenziati (come l’umido, la frazione che è cresciuta di più) non vengono pagati da chi li ritira.

Il valore totale della Tari nel 2019 è di 4.580.000 euro. Il lavoro fatto negli ultimi anni dagli amministratori civici (ma anche l’impegno dei cittadini braidesi) ha permesso di ridurre le bollette. Prima un 10 per cento nel 2018, poi un altro 5 nel 2019 e per il 2020 si prevede ancora un 5 per cento. Un valore record tra i Comuni del Piemonte.

Nello stesso periodo, a seguito dell’istituzione di diversi parametri di calcolo, qualche aumento hanno registrato le bollette per la raccolta rifiuti inviate alle aziende. Per limitarne l’effetto l’Amministrazione civica ha istituito un fondo di compensazione al quale possono attingere le imprese. Come è ripartito il carico fiscale tra famiglie e imprese? Le utenze domestiche pagano 2.780.705 euro, mentre quelle non domestiche 1.799.698.

La tassa rifiuti è una delle voci portanti per le entrate del Comune: circa il 25 per cento delle spese correnti è finanziato dalla Tari. La morosità, ovvero la parte non pagata dagli utenti, risulta in leggero calo: nel 2017 erano 609.295 gli euro non versati a fine anno, mentre nel 2018 sono scesi a 576.958 (pari al 12 per cento del totale).