Antonio Marras: Memorie dal sottosuolo…in mostra a Mondovì

MOSTRA Sabato 14 dicembre 2019, alle ore 18.00 al museo della ceramica di Mondovì, in provincia di Cuneo, verrà inaugurata la mostra di Antonio Marras: memorie dal sottosuolo…, a cura di Francesca Alfano Miglietti, dove il visitatore, troverà sculture, installazioni e ambientazioni, tutte realizzate proprio all’interno di UP, l’unità produttiva del museo della ceramica di Mondovì.. La mostra resterà aperta al pubblico da 15 dicembre 2019 al 15 marzo 2020.

Il titolo della mostra richiama immediatamente alla mente l’omonimo romanzo di Fëdor Dostoevskij. Nell’intreccio del racconto, un uomo si aggira in una piccola stanza spiegando i motivi che lo hanno spinto alla decisione di scrivere le proprie memorie, e anche quelli che dovrebbero trattenerlo dal farlo. È prepotente quando rivendica il bisogno di essere libero e fuori da ogni convenzione, e poi fa tenerezza, quasi, quando mostra tutti i difetti, che abbondano e si manifestano sia nell’accettazione delle cose, sia nei tentativi di cambiarne il corso.

In mostra la nuova serie di opere site specific – sculture, installazioni e ambientazioni, disseminate lungo tutto il primo piano del museo – di Antonio Marras che restituiscono il clima del romanzo di Dostoevskij. Realizzate tutte a Mondovì, le opere sono nate direttamente dalle stanze del museo della ceramica di Mondovì, dai sottoscala e dai depositi polverosi che conservano forme e stampi, dai frammenti di progetti, dai fogli degli archivi, dai laboratori e dagli incontri fatti nella zona.

Antonio Marras si serve della ceramica e guarda ai classici della raccolta del museo: a muoverlo è il desiderio di rappresentare qualcosa di meraviglioso; per lui la ceramica diventa una forma di paziente indagine sul mondo, capace di stabilire nessi, dare risposte, individuare relazioni. Un modo per dare e darsi forma, per contenere la sua confusione, per aprire orizzonti che scavino dentro la vita, senza mai la pretesa di chiudere il discorso.

Scrive la curatrice della mostra Francesca Alfano Miglietti: «La caratteristica prima di Antonio Marras è lo stupore: di fronte alla collezione di ceramiche di Mondovì, di fronte ai vecchi stampi, ai vecchi depositi, nell’incontro con gli artigiani del posto, nello studio delle forme e degli elementi caratteristici del luogo, nel dialogo ininterrotto con la direttrice del museo, ha iniziato a esplorare molti dei luoghi in cui la storia della ceramica di Mondovì si è costruita e ha avuto una sua caratteristica, raccogliendo e scegliendo gli elementi su cui ha modulato il suo progetto espositivo. Installazioni, opere, sculture, assemblaggi, objet trouvè, reperti, disegni, ancora una volta le opere di Antonio Marras sono essenziali ed eccessive, potenti e poetiche, ingombranti ed eteree, sembra che vogliano capovolge e rivoltare l’ordine delle cose e immettere gli spettatori in uno spazio in cui forma, colore, mito, materiali, silenzio, vento, assenza, preparano un “viaggio” che vuole coinvolgerci fisicamente».

Verrà realizzato un catalogo in cui le foto di Daniela Zedda riprodurranno l’ambientazione e la mostra installata.

CHI È ANTONIO MARRAS?
Nasce ad Alghero in Sardegna. È del 1999 la prima collezione di prêt-à-porter con il suo nome e fin dalle sue prime esperienze nella moda Marras si distingue per le sperimentazioni e per le commistioni con l’arte, con la musica, con la danza, con teatro, con il cinema: la moda, per lui, è il legame con gli altri linguaggi. Numerose le incursioni nell’arte, nella letteratura, nella poesia, e nel 2001, a Bologna, gli viene assegnato il premio Francesca Alinovi. Nel 2003 viene nominato direttore artistico di Kenzo. Parallelamente alle sue creazioni e presentazioni nel mondo della moda realizza e partecipa a numerosi eventi tra il 2003 e il 2005. Nel 2009 in occasione del Salone del Mobile cura una mostra dal titolo La Bea per Il Sole 24 Ore e nello stesso anno realizza i costumi per lo spettacolo di Luca Ronconi “Sogno di una notte di mezza estate”. Partecipa nel 2011 alla Biennale di Venezia con un’installazione nel Padiglione Italia dal titolo “Archivio provvisorio”. A giugno 2013 ha ricevuto la Laurea Honoris Causa in Arti visive dall’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Nel 2016 alla Triennale di Milano è protagonista della mostra personale “Antonio Marras: Nulla die sine linea”, a cura di Francesca Alfano Miglietti. Nel 2018 debutta alla regia della pièce “Mio cuore sto soffrendo, cosa posso fare per te?”, al Teatro Massimo di Cagliari e al Teatro Civico di Alghero, nata da una performance alle Ex Cantine Folonari di Brescia nel 2017, e in scena a Milano al Pac nel 2018. Nel 2018 è autore di sedici opere per il progetto “laculturasifastrada”, un’iniziativa promossa dalla casa editrice Zanichelli. Nel 2019 è a Venezia, nel progetto NOMAD con una serie di sculture in ceramica per la Galleria Rossella Colombari.

c.w.