Il presidente della fondazione Nuovo ospedale promette attenzione per questo sistema d’assistenza a distanza

LE OPINIONI Sabrina Contini, coordinatrice infermieristica del Dipsa (Direzione delle professioni sanitarie), che ha per dirigente Iris Grassi, porta il punto di vista degli infermieri: «Come direzione delle professioni sanitarie crediamo fermamente nella telemedicina: è una grande opportunità anche per medici e infermieri, non solo per i pazienti. In futuro i totem eViSuS potrebbero essere posizionati nei centri anziani, presso le associazioni e in altri luoghi di socializzazione. L’obiettivo è rendere autonomo il paziente, compatibilmente con la sua condizione e con il suo progetto di vita, senza costringerlo a continue corse in ospedale. In questo modo si supera il modello puramente assistenziale con la tecnologia, che è in grado di supportare molto bene la medicina».

Le fa eco Catia Tortone, coordinatrice infermieristica di nefrologia e dialisi: «Gli infermieri della nostra struttura hanno capito subito la portata della telemedicina; non ci sono resistenze a questo sistema, che ha avvicinato i pazienti, permettendoci di conoscerli meglio, di vederli nel loro contesto ideale e non in ospedale. La telemedicina suggerisce ai pazienti di proseguire nella loro vita di tutti i giorni, ma anche di sentirsi meno soli in quelle fasi in cui vengono seguiti in collegamento Internet da infermieri con cui si creano rapporti umani forti».

MASSIMO VEGLIO
Il direttore generale dell’Asl Cn2 Massimo Veglio sottolinea l’importanza della telemedicina per tutto il territorio: «Il sistema eViSuS rappresenta una delle evoluzioni future della medicina; può facilitare e aumentare le possibilità di risposta alle esigenze dei pazienti. Inoltre, un medico può seguire più pazienti. L’importante è che la telemedicina non sostituisca il rapporto umano, ma che ne diventi un amplificatore». Veglio annuncia: «Non ci sono preclusioni verso il sistema, che potrebbe essere esteso ad altre discipline. Penso alla fisioterapia, ma non solo: è un progetto che l’Asl porterà sicuramente avanti, a cui guardiamo con grande attenzione».

BRUNO CERETTO
I dirigenti dei vari reparti non hanno dubbi: servono altri totem per rispondere alle esigenze dei pazienti dell’Asl. I totem eViSuS hanno un costo che si aggira tra i 5 e i 10 mila euro, ma il prezzo potrebbe scendere notevolmente se la tecnologia prendesse piede. A quel punto il contributo della fondazione Nuovo ospedale Alba-Bra potrebbe risultare fondamentale. «L’idea di Giusto Viglino, sposata da Tesisquare di Cherasco e dall’Asl Cn2, è vincente e degna di attenzione. Siamo ora in una fase complessa, con il trasloco nel nuovo ospedale; ma mi impegno, una volta completato il trasferimento, a cercare le risorse necessarie per far crescere la telemedicina nella nostra azienda sanitaria. Si tratta di un sistema di cura che affonda le radici nel nostro territorio, un’idea molto langhetta – nel senso migliore del termine –, che merita massimo sostegno», spiega il presidente della fondazione Bruno Ceretto.

m.p.

SPECIALE TELEMEDICINA