Massimo Foglia e la gioia di aiutare

MESSICO Negli occhi di Foglia c’è la gioia di chi ha trovato la felicità donandosi agli altri. In corsia all’ospedale di Alba per quasi trent’anni, dieci dei quali da primario di ostetricia e ginecologia, dagli anni Novanta rinuncia alle vacanze per mettere a disposizione dei più bisognosi le proprie competenze e capacità mediche.

Prima in Kenya, poi in Etiopia e, soprattutto, Messico, dove Foglia si reca da sedici anni, prestando servizio gratuito all’ospedale rurale San Carlos di Altamirano, ottomila anime nello Stato del Chiapas, il più povero del Paese. Si tratta di «un gioiello architettonico, più simile a un resort che a un presidio sanitario di una cittadina abitata da persone estremamente povere, che mangiano quasi esclusivamente fagioli e mais», dice Foglia.

Gestiscono la struttura le suore di San Vincenzo, guidate per anni dall’anestesista suor Anita, «una persona incredibile, dalla generosità infinita», come la ricorda il medico albese, commuovendosi. Qui, vengono curate gratuitamente le popolazioni di indigeni che abitano nella vicina foresta, impossibilitate ad accedere agli ospedali governativi. Indigenti e abituate a curarsi con la medicina naturale dei Maya, queste persone hanno trovato nel San Carlos un’ancora di salvezza.

In questo senso è risultato fondamentale il progetto di Foglia, che nelle sue campagne umanitarie si interfaccia con l’antropologa Claretta Gagna ed è coadiuvato da un’équipe di cui fanno parte gli “albesi” Patrizia Casetta, moglie di Foglia e coordinatrice ostetrica dell’ospedale di Alba, Pier Paolo Fasolo (urologo), Claudio Zabaldano (strumentista di sala operatoria) e due anestesisti di Pordenone, Gianna Zanette e Luca Dal Tin.

Insieme hanno eseguito mille interventi di ginecologia e urologia, alcuni estremi: è il caso dell’operazione portata a termine a lume di torcia o quello che ha salvato la vita a una donna colpita da un grave tumore all’utero che nessun medico messicano si era sentito di operare. «Non la dimenticherò mai perché mi ringraziò donandomi un sacchetto di caffè».

Questo impegno solidale è valso a Foglia il premio Italia-Messico della Camera di commercio, che gli è stato consegnato nei giorni scorsi nella capitale del Paese centroamericano. Nella prossima missione, a marzo, i medici italiani consegneranno all’ospedale un nuovo ecografo. «Poi torneremo ancora, ancora e ancora: l’ho promesso a suor Anita», conclude Foglia, che è al lavoro anche per trovare giovani medici da inserire in squadra. Perché una storia così bella deve continuare, per sempre.

Enrico Fonte