Tribunale di Asti: giudice legge la sentenza prima di sentire la difesa

ASTI Colpo di scena al Tribunale di Asti, nel corso dell’udienza conclusiva di un processo per violenza sessuale di un padre nei confronti della figlia.

Il fatto è avvenuto mercoledì 18 dicembre, quando il collegio di tre giudici, presieduto da Roberto Amerio, con il compito di decidere sul delicato caso, è rientrato in aula e rimanendo in piedi, in nome del popolo italiano, ha dato lettura della sentenza, prima dell’arringa difensiva dell’imputato principale: il padre della vittima.

Il procedimento ha visto coimputata anche la madre, con l’accusa di concorso in violenza sessuale. Nell’udienza precedente, erano intervenuti il Pm, l’avvocato di parte civile che difende la figlia e il legale della coimputata. Quindi, erano stati fissati l’intervento del difensore del padre e la sentenza all’udienza di mercoledì.

Sentenza emessa però anticipatamente, lasciando tutti senza parole, e che prevedeva una condanna di 11 anni di carcere per il padre e di 5 per la madre. La “gaffe” ha avuto ampia risonanza mediatica, finendo anche su alcune testate nazionali.

In merito all’accaduto, il presidente del Tribunale di Asti, Giancarlo Girolami, ha dichiarato: “Sto raccogliendo tutti i dettagli possibili su quanto è successo in aula e solo dopo potrò commentare ed esprimere delle valutazioni.” Sull’episodio è intervenuta, con parole molte dure, la Camera Penale del Piemonte.

In un suo comunicato stampa si legge: “L’avvocato che avrebbe dovuto prendere la parola in difesa del proprio assistito (in quell’istante non più imputato in attesa di giudizio bensì già condannato) segnala al Presidente l’anomalia. A tal punto, il Presidente straccia (materialmente) il foglio sul quale era stato scritto il dispositivo appena letto e invita l’avvocato a concludere. A fronte delle perplessità del difensore di illustrare e formulare le proprie conclusioni ad un Tribunale che ha già deciso per la condanna, il collegio si ritira in camera di consiglio e quando rientra in aula dichiara di astenersi.”

La Camera Penale rimarca la gravità di quanto è successo, aggiungendo nel comunicato: «Questi fatti meritano un doveroso e serio approfondimento nelle sedi competenti. Non bastava la giustizia “senza tempo” (in riferimento alla riforma della prescrizione, ndr). Con l’episodio accaduto presso il Tribunale di Asti si sperimenta anche la giustizia senza avvocato: manifestazione abnorme di un clima che quotidianamente serpeggia negli ambienti giudiziari; il desiderio di sbarazzarsi dell’avvocato inutile “orpello” fastidioso, che impedisce e rallenta il magistrato nell’esercizio del suo potere».

manuela zoccola