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Bra: il market solidale dà sostegno a 1.200 persone

BRA  La si potrebbe definire come una piccola enclave all’interno della città della Zizzola: parliamo della Cittadella della carità, che si estende a fianco della parrocchia di San Giovanni, affacciandosi in parte su via Vittorio Emanuele e poi occupando il retro dell’edificio sacro.
Tante le realtà presenti: un centro di ascolto, una mensa dell’incontro, un market solidale e un orto sociale. A dirigere la Caritas interparrocchiale è la giovane Claudia Alessandri, che racconta: «Dal 2017 alla fine dello scorso anno, il nostro centro di ascolto ha preso in carico ben 765 nuclei familiari, dei quali 93 attualmente non più seguiti, perché usciti dal circuito di aiuto o perché trasferiti; nel solo 2019 abbiamo incontrato 322 famiglie, 63 delle quali non ancora conosciute». Poi continua: «Un dato molto significativo è quello che descrive l’attività dell’emporio solidale: solo nel 2019 sono state distribuite 421 tessere e aiutate circa 1.200 persone (due terzi sono famiglie con minori). I volontari che ci aiutano sono una quarantina e due persone sono inserite con una borsa lavoro».
Rilevante il dato relativo al valore commerciale delle merci distribuite, che è di poco inferiore ai 170mila euro, di cui 16mila per merci acquistate all’ingrosso, grazie a un contributo del Comune; il resto invece viene recuperato dal “non venduto” o prossimo alla scadenza, nella grande distribuzione e nei negozi al dettaglio.
Discorso a parte quello della mensa dell’incontro, che nell’anno appena concluso è stata frequentata da una media di 16 persone al giorno (è attiva dal lunedì al venerdì) per un totale di 3.960 pasti distribuiti.
Anche l’orto sociale ha una grossa valenza, permettendo a dieci beneficiari di essere inseriti in attività lavorativa “socialmente utile”, coadiuvati da una dozzina di volontari e da una persona svantaggiata, pagata in tirocinio. Aggiunge Claudia Alessandri: «Da rilevare che nel 2019 si è avviata la collaborazione con le scuole cittadine di ogni ordine e grado: gli studenti ci incontrano per entrare in contatto con la nostra realtà e con le persone che ospitiamo, ascoltano le testimonianze di vita, provano a fare qualche piccola esperienza di servizio e di prossimità. Collaboriamo inoltre con le cooperative che in città si occupano dell’accoglienza dei rifugiati (Alice e Orso): con loro abbiamo avviato importanti progetti di inclusione, tra cui l’accoglienza di alcuni ragazzi nelle nostre attività di volontariato, la produzione della conserva solidale, realizzata con i pomodori dell’orto sociale, e un laboratorio di musica. Infine continua anche la collaborazione con la Rems di Bra (nella clinica San Michele), oltre che ovviamente con gli enti pubblici (Comune e servizi sociali) e con la Caritas diocesana».
Valter Manzone