Su questo sito utilizziamo cookie tecnici.

I sei concerti in Argentina della Cricca dij mes-cià

IN CERCA DI RADICI  «Il miglior modo per seppellire la tradizione è mantenerla uguale a sé stessa». A dirlo è Maurizio Bongioanni, fisarmonicista avventuroso, che con altri cinque musicisti ha fatto visita alle comunità piemontesi in Argentina. Dal 22 novembre al 1° dicembre un’intensa tournée ha visto il gruppo albese La Cricca dij mes-cià esibirsi in sei concerti, a migliaia di chilometri di distanza da casa eppure, emotivamente, non così radicalmente lontani.

I ragazzi sono stati accolti con grande entusiasmo, come spiega Bongioanni: «Il divertimento e gli stimoli di una settimana di Erasmus a 35 anni. Sastre, città gemella di Monticello, ci ha ospitato come fossimo affermate rockstar. Il primo concerto, nel teatro comunale intitolato al paese del Roero, ci ha regalato una grande emozione».

I concerti, a base di musica della tradizione piemontese rivisitata e contaminata, hanno poi toccato tante altre cittadine argentine e ogni esibizione si è offerta come occasione per conoscere parte del processo storico che ha condotto molte famiglie piemontesi, durante il Novecento, a trasferirsi in Argentina. Prosegue Maurizio: «A Zenon Pereira siamo stati ospiti della famiglia Merlo, orgogliosa delle sue origini albesi, e ci siamo persi in chiacchiere, rigorosamente in piemontese. Il Comune di Rafaela, invece, ha festeggiato il nostro arrivo con una gloriosa bagna caoda».

Il viaggio dei ragazzi è stato supportato da Felix Redondi, rappresentante della Fapa, la federazione che raccoglie la miriade di associazioni argentino-piemontesi presenti in Argentina. Solitamente accompagnati da corali delle stesse associazioni, i ragazzi si sono esibiti con strumenti d’epoca, oltre a ricevere regali da parte di ogni comunità visitata.

«Alla Cricca», precisa Bongioanni, «si sono uniti anche il fotografo Luigi Ferrando e due videomaker, Daniele Ferrero e Francesca Nota. Considerando che sono circa sessanta i gemellaggi ufficiali tra Piemonte e Argentina, siamo riusciti a visitare solo una minima parte delle comunità piemontesi. Il nostro viaggio, dunque, non può dirsi concluso».

Alessio Degiorgis