Boschiazzo: casa e lavoro, problemi a cui rispondere

L’INTERVISTA Elisa Boschiazzo è l’assessore albese alle politiche familiari, ai servizi sociali e assistenziali, al volontariato e all’istruzione. Nell’Albese, secondo i dati comunicati dal Consorzio socioassistenziale, le persone che hanno richiesto il reddito di cittadinanza sono state 460: 293 lo hanno ottenuto. Considerando che occorre avere meno di seimila euro di reddito annuo Isee, significa che c’è da fare per la delegata di Carlo Bo, insomma.

Alcuni mesi sono trascorsi dall’inizio del suo mandato. Su quali aree sta lavorando, Boschiazzo?

«A dicembre è stato avviato un progetto nelle scuole sul tema ambientale. L’obiettivo è operare sul fronte ecologico a partire dai bambini, rendendoli promotori di un messaggio: “Utilizzare meno plastica e bere acqua del rubinetto”. Mi sono recata in tutte le elementari e medie, consegnando una borraccia, il simbolo dell’impegno a tutelare il creato. A gennaio le borracce saranno donate ai bambini della scuola dell’infanzia. Il progetto andrà avanti fino a fine anno, affrontando temi legati al rispetto e alle buone regole».

Ma come intende procedere nell’affrontare i problemi principali in città?

«Proseguirà l’attenzione verso il tema sociale, secondo un metodo basato sull’esperienza diretta: ad esempio, sto mangiando nelle mense scolastiche o partecipando ai tavoli di lavoro su minori, disabili, famiglie, anziani. Ho intenzione di rilanciare il lavoro dei nonni civici, cercando di coinvolgere nuovi partecipanti: il volontariato assume grande rilevanza nella vita cittadina».

Lo ritiene importante dal punto di vista sociale?

«Sono felice di avere questa delega. Credo fortemente nella forza del volontariato, motore del sociale. Vorrei dare più visibilità alle associazioni e sono convinta che con la nuova Consulta del volontariato riusciremo a fare un buon lavoro».

Quali sono i progetti da avviare in questi mesi?

«Quest’anno saranno installati i defibrillatori nei centri anziani, dove si svolgono i corsi di ginnastica, consentendo la programmazione di nuove iniziative. Continuerà inoltre il progetto Scuola in Comune, con cui tentiamo d’insegnare ai bambini la storia e il significato dei ruoli istituzionali, accompagnandoli a visitare il palazzo municipale».

Ci sono stati recenti cambiamenti ai vertici del Consorzio socioassistenziale. Qual è la priorità?

«Con la presidente inizieremo a ragionare sulle vere esigenze, in primis la difficoltà nel trovare lavoro per le persone di età compresa tra i 55 e i 60 anni: troppo anziane per essere assunte, ma troppo giovani per la pensione. È un problema che, per quanto riguarda la mia percezione personale, risulta in continua crescita».

Ancora molti albesi risultano in difficoltà economica ed emergenza abitativa. Che cosa intende fare?

«L’emergenza abitativa causata dalla difficoltà a pagare gli affitti e le spese rappresenta un grave problema. Molte persone sono per questo in carico ai servizi sociali da parecchio tempo. L’idea è un progetto per il rinforzo dell’autostima e per il potenziamento delle risorse, in modo da permettere agli utenti di gestirsi e rendersi autonomi, superando i momenti difficili. La società sta cambiando: di conseguenza mutano le esigenze e le richieste. Noi amministratori dobbiamo adattarci, per offrire un servizio funzionale, intimo e sensibile».

Roberto Aria