«La mia salute è condizionata dall’indigenza»

LA STORIA/1 «Vivo da sola, mio marito è mancato dieci anni fa», dice Angela. Sono passati 69 anni da quando è nata, una vita accaduta per intero nelle Langhe. È stata un’esistenza che lei definisce «di cotone e di spine, perché come un’onda sono andata su e giù, vivendo momenti difficili e momenti soffici».

Ad Angela piace cucinare, scrivere poesie e stare con i nipoti. La domenica, se non c’è nessuno con lei, va a passeggiare. Sta bene da sola, ma soltanto «dal punto di vista emotivo. Se non ci fossero i miei figli dal punto di vista materiale farei molta fatica. Prendo una pensione di 500 euro al mese, perché durante la vita ho svolto molti lavori, ma in nero, ci si arrangiava alla meglio, dunque ho pochi contributi versati. Per fortuna non devo pagare l’affitto, perché vivo in una casa di proprietà. Grazie alla pensione e all’aiuto dei figli riesco a far fronte alle spese di base e alle bollette». Il problema sono le medicine, il cibo sano, le uscite con le amiche. «Sì, a 69 anni si esce ancora con le amiche. Non è vero che superata una certa soglia anagrafica si smette di stare con le persone», dice Angela.

IL CIBO SOLO AL DISCOUNT

Aggiunge: «La mia condizione economica influisce direttamente sulla salute. È un problema. Posso permettermi cibo di bassa qualità, comprato nei discount. Le medicine faccio fatica ad acquistarle, ad esempio quest’inverno ho avuto bisogno del materiale per l’aerosol e ho dovuto chiedere in prestito i soldi. Stessa cosa per i fermenti lattici, consigliati dal dottore e dall’osteopata».

E ancora: «Non posso andare in montagna d’estate a respirare aria buona, oppure a ballare con le amiche per tenermi in forma. Come conseguenza il mio corpo invecchia più velocemente. Lo sento. Ho problemi alla tiroide e alle ossa. Quando mi sento debole e capisco che il mio stile di vita ne è responsabile o quando rifletto sul fatto che il mio stile di vita dipende dalle mie condizioni economiche, penso: non è giusto. Non è giusto che il mio corpo debba pagare perché la società non ha saputo starmi vicino nei momenti di fragilità».

Sara Elide

INCHIESTA: TERZA ETÀ