La ’ndrangheta ci ha colonizzato a incominciare dai piccoli centri

LA RELAZIONE/1  «Al Sud occupano il tessuto sociale, imprenditoriale, politico del territorio, ma gli affari, le mafie, li fanno nel Nord Italia e in Europa».

La relazione semestrale della Dia, la Direzione investigativa antimafia, conferma un’attenzione sempre crescente delle mafie verso il Nord Italia, in modo particolare verso la Lombardia, dove si è spostato il grosso del volume di affari della criminalità organizzata, ma pure verso il Veneto e il Piemonte.

Il dominio sul territorio, dove le mafie di vario genere e provenienza prendono il posto lasciato libero da uno Stato spesso assente, rimane un fenomeno prettamente meridionale, ma le mafie sono sempre meno “invisibili” anche al Nord.

Il pericolo, sottolinea nella sua relazione la Dia, è nella sottovalutazione del problema. Spesso si tende a minimizzare, pensando che le piccole realtà di provincia possano ritenersi immuni alla penetrazione mafiosa.

Non è affatto così. E dobbiamo prenderne coscienza. La criminalità in Piemonte è rappresentata in modo particolare dalla ’ndrangheta, oggi la più organizzata e potente tra le mafie. Al suo fianco peraltro crescono le mafie nigeriana e albanese, attive nella prostituzione e nello spaccio di droga, ma con un rapporto subordinato rispetto alla ’ndrangheta, con cui non sono entrate finora in collisione. La gerarchia mafiosa è comunque chiara, con la criminalità organizzata calabrese a farla da padrone nella nostra regione.

Secondo la relazione semestrale sarebbero 14 le “locali” di ’ndrangheta in Piemonte, tra queste una scoperta in passato anche ad Alba con l’arresto del boss Rocco Zangrà, condannato a 12 anni e 8 mesi di carcere per associazione mafiosa. È sufficiente analizzare la localizzazione delle cellule locali per capire l’attenzione della criminalità calabrese verso i piccoli centri. Oltre ad Alba, sono state trovate organizzazioni ad Asti, a Carmagnola, in tutta la cintura torinese, ma anche in piccole realtà come San Giulio Canavese, Livorno Ferraris, Santhià e Novi Ligure.

Marcello Pasquero

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