Massimo Berruti tra balon e arte

GRINZANE Artista prestato (con eccellenti risultati) al balon o fuoriclasse del balon dall’eccellente vena artistica? Forse è meglio restare col dubbio e leggere il libro sulla vita e le due anime di Massimo Berruti, che è stato presentato venerdì 21 al castello di Grinzane Cavour. L’opera, intitolata Massimo Berruti, tra balon e arte d’avanguardia: le due vite da campione, è composta da testi di Luciano Bertello, Franco Binello (giornalista di La stampa), Marco Drago (scrittore), Luigi Sugliano (ex giornalista di La stampa e scrittore), Giovanni Tesio (scrittore) e Nando Vioglio (storico del balon).

Nel libro sono messe a fuoco le due anime del campione-pittore di Rocchetta Palafea. Da un lato, la passione per la pallapugno, ereditata dal padre, che lo ha portato nella cerchia ristretta dei grandissimi di questo sport, con sei titoli italiani vinti. Una passione che gli ha consentito di superare, all’apice della carriera, una trombosi che lo ha messo in pericolo di vita, permettendogli di conquistare ancora tre scudetti dopo averne perso uno praticamente già vinto proprio a causa dell’infortunio. Dall’altro lato, la passione per l’arte che lo ha portato a ottenere riconoscimenti nazionali e internazionali che, forse, molti nel mondo degli sferisteri ignorano.

Due anime che negli ultimi anni Berruti è riuscito a far coesistere al meglio, realizzando, a Cerretto Langhe, attorno alla piazza dove si gioca da sempre alla pantalera, una serie di opere dedicate alla pallapugno, in cui vengono evidenziati i ruoli, le figure e gli aspetti di questo mondo unico.

Le Langhe, il Roero e parte dell’entroterra ligure sono l’unica zona d’Italia in cui, se si parla di “pallone”, la gente non pensa subito al calcio. E da queste parti, il balon non è soltanto uno sport. È qualcosa di più. Nell’ultima opera lasciata in eredità a Cerretto Langhe, nel settembre scorso, Berruti si è ritratto faccia a faccia con Felice Bertola, l’eterno rivale, con il quale ha dato vita, per oltre un decennio, all’epoca d’oro della pallapugno con gli sferisteri gremiti anche quando i due si affrontavano in amichevole, raggiungendo vette di spettacolarità che negli anni successivi solo raramente sono state toccate.

Corrado Olocco