Per Renata sono anni d’argento

LA STORIA/2  «Vedo la vecchiaia come anni d’argento. So di essere fortunata. Prendo una pensione che si avvicina ai duemila euro al mese e posso contare su un’eredità significativa. Dedico una parte di queste risorse agli altri, una parte alla cura di me». Così Renata, 75 anni, racconta la sua visione della maturità. Non le piace chiamarla vecchiaia. Ha lavorato in banca tutta la vita, ha nove nipoti e quattro figli.

«Vado dalla fisioterapista due volte la settimana per correggere alcuni problemi posturali e di schiena. Mi tengo allenata e in movimento. Questi appuntamenti mi costano circa 100 euro a settimana, ma è una spesa che vale. Ogni quattro mesi faccio una cura di fermenti lattici, perché l’intestino è un secondo cervello. Dobbiamo prendercene cura». Renata col marito esce spesso. Ogni estate fa una crociera e d’inverno affitta una baita in montagna, dove rimane con gli amici di una vita. «Stare con le persone rende felici, migliora l’umore e quindi la salute. Una delle cose che ci fanno stare meglio è però aiutare gli altri: facciamo volontariato, piccole opere di beneficenza. Io e mio marito stiamo bene. Non abbiamo acciacchi e contiamo di non averne ancora per lungo tempo».

Ma la storia di Renata è solo la controparte felice, statisticamente meno diffusa, di quella di Angela (che raccontiamo qui sopra, ndr).

s.a.

INCHIESTA: TERZA ETÀ