Alba ospita 27 rifugiati senza alcun problema

IMMIGRAZIONE/3 Parliamo con Elisa Boschiazzo, assessore con delega alle politiche sociali del Comune di Alba.

Quanti sono i rifugiati che abitano sul territorio albese nel progetto Siproimi?

«Ad Alba abbiamo oggi 27 rifugiati protetti, a Bra ne contiamo invece 42. Rimanendo sotto le torri, la cooperativa Alice ha fatto richiesta di accreditamento di un’unità abitativa aggiuntiva, quindi prevediamo l’arrivo di altre cinque persone. Inizialmente il progetto Siproimi e l’integrazione dei rifugiati non hanno rappresentato processi facili. Abbiamo inserito queste persone nella comunità e all’interno di unità abitative, condomini in varie zone della città: via Rorine, Mussotto, Moretta. Non è stata immediata l’accettazione da parte dei cittadini, ma superata la prima barriera di diffidenza siamo riusciti a procedere».

Come avviene l’ingresso in città di queste persone?

«Dall’insediamento di questa Giunta ho voluto mantenere ciò che era stato fatto dal precedente assessore, cioè realizzare i cosiddetti patti di accoglienza direttamente nel mio ufficio. Questi ragazzi hanno un progetto iniziale che dura sei mesi, con possibilità di rinnovo di ulteriori sei mesi. Quando i rifugiati arrivano li accolgo, presentando la città e i loro diritti e doveri. Alba è ospitale, questo atteggiamento deve essere ricambiato da chi arriva, in termini di rispetto delle regole e delle persone».

Sono emerse problematiche in questo “rapporto bidirezionale”?

«In questi mesi non abbiamo registrato criticità. Gli operatori che seguono questi ragazzi sono soddisfatti, il processo di integrazione è iniziato e stanno avvenendo i primi inserimenti lavorativi. Nel futuro tenteremo di implementare il sistema. Teniamo un filo diretto col Comune di Cuneo, capofila del progetto Siproimi. Venti giorni fa siamo stati in assemblea, continueremo questi incontri durante l’anno per migliorare le pratiche di accoglienza e la struttura della rete».

Sara Elide

INTEGRAZIONE E ACCOGLIENZA