Ivan Aimo: dalle aule braidesi alla start up di grande successo

BRA  A seguito dell’incontro dal titolo “Realizza i tuoi sogni. Carpe diem” avvenuto l’11 febbraio tra gli studenti dell’istituto Guala e tre ragazzi che, grazie alla loro intraprendenza e coraggio, hanno ottenuto successo professionale – abbiamo rivolto alcune domande a Ivan Aimo, uno dei giovani che in quell’occasione ha portato la propria testimonianza.

Ivan, ci parli della sua attività imprenditoriale.

«Circa un anno e mezzo fa ho fondato Deliveristo, una start up che permette a chi ha un’attività ristorativa di acquistare con semplicità i prodotti agroalimentari desiderati direttamente dai produttori. In Italia ci sono produttori eccellenti che spesso non riescono a farsi conoscere e ristoratori che per varie ragioni faticano a interfacciarsi direttamente con i produttori: noi facciamo da tramite semplificando e velocizzando l’acquisto. Siamo una squadra di dodici persone e lavoriamo già con più di trecento produttori e più di duecentocinquanta ristoratori, gestendo lo scambio di circa settemila prodotti».

Qual è la sua formazione?

«Come scuola superiore ho frequentato l’istituto Guala. Ho poi conseguito la laurea triennale in ingegneria fisica a Torino e la laurea specialistica all’estero, tra Grenoble e Losanna. Ho redatto la mia tesi di laurea negli Usa, a Berkeley, vicino San Francisco: durante questi sei mesi ho davvero capito cosa significano l’innovazione, la ricerca e la tecnologia. Sono seguiti poi il master in business administration a Parigi e quattro anni come impiegato in un fondo di venture capital (investimenti finanziari), ambito in cui ho maturato la mia idea di start up. Ho lasciato un lavoro stabile, ben pagato e che mi piaceva per realizzare il mio progetto».

Ha qualche consiglio per i ragazzi che si affacciano al mondo lavorativo?

«Consiglio ai giovani di fare qualcosa che piaccia loro e che li appassioni; nel mio caso la filosofia e la fisica hanno contribuito a formarmi per affrontare e risolvere problemi nella vita, anche in ambiti molto lontani da queste discipline. Consiglio loro di non aver paura di provare, di viaggiare e di confrontarsi con altri Paesi e altre culture: conoscere modi di pensare differenti può dare spunti preziosi. Soprattutto consiglio loro di non dare mai nulla per scontato e continuare sempre a porsi delle domande».

Chiara Genta