Uncem vara una piattaforma per lo sviluppo delle aree montane

A fine gennaio, a Roma, si sono svolti gli Stati generali della montagna.

SVILUPPO Uncem ha trasmesso a tutti i sindaci e consiglieri comunali d’Italia una piattaforma per la costruzione di politiche nazionali integrate per la montagna, le aree rurali e interne del paese. Si tratta di un articolato documento che l’Unione degli enti e dei Comuni montani ha chiesto ai sindaci di portare in Giunta o in Consiglio comunale, oltre che nelle Unioni montane. La piattaforma riprende e rilancia i contenuti degli Stati generali della montagna che si sono svolti a Roma il 31 gennaio e che proseguiranno con una serie di incontri territoriali, anche tematici, promossi dal Ministero degli affari regionali e delle autonomie.

«Si apre uno scenario nuovo, positivo, nel quale le politiche per la montagna sono centrali. Occorre dare seguito e concretezza agli impegni», evidenzia Marco Bussone, presidente nazionale Uncem. La piattaforma, trasposta in ordine del giorno per gli Enti locali, accende un dibattito  in tutto il Paese sugli impegni che la politica nazionale, oltre che regionale, sta prendendo per le aree montane, rurali e interne, nel quadro dello scenario europeo e verso la nuova programmazione comunitaria 2021-2027. I contenuti, già sanciti dalle mozioni in Parlamento, devono trovare seguito negli atti che verranno approvati e nella piena attuazione di norme già vigenti che riguardano i Comuni, i territori, la montagna, l’ambiente e le sfide per riorganizzare servizi e sviluppo locale.

Condividere un documento unico nazionale, approvarlo nei Comuni, presentarlo ai media, portarlo a Consigli regionali e parlamentari territoriali è, secondo l’Uncem, utile per avere una sostanziale coesione e unanimi intenti in tutte le aree montane del Paese. Conclude Bussone: «Consapevoli che molti punti sono stati già fatti propri dall’aula di Montecitorio e dal Governo, la nostra spinta deve permettere veloce attuazione e concretezza delle molteplici misure che contiene, a partire da fiscalità differenziata e da un Pon (Programma operativo nazionale) dotato di risorse, a valere sulla programmazione comunitaria 21-27, rivolto ad aree montane, rurali e interne del Paese».