Per tenere i medici nei paesi servono incentivi

IL CASO L’emergenza sanitaria ha reso evidente l’importanza dei medici di base e dei pediatri. E la loro mancanza sta mettendo in difficoltà molti piccoli Comuni, soprattutto nella gestione quotidiana, più che nel caso straordinario. Per questo motivo l’Uncem ha rivolto un appello al Governo e alle Regioni perché risolvano la situazione con una serie di incentivi per chi resta nei piccoli Comuni. L’obiettivo prioritario, spiega l’Uncem, è di non rendere ancora più precari i servizi nelle aree montane. L’Unione nazionale dei Comuni montani ha poi proposto una sorta di vademecum per migliorare la situazione territoriale, che prevede, tra le altre cose, il potenziamento del servizio del 118 e l’apertura di case della salute.

Il tema, al di là dell’emergenza legata al Covid-19, è quanto mai sentito nella nostra zona, come conferma Roberto Bodrito, presidente dell’Unione montana alta Langa. «Siamo 38 Comuni e, ogni volta che un medico di base va in pensione, non è mai facile, né scontato, trovare un sostituto. C’è poi un’altra questione che dovremo affrontare con l’Asl, una volta terminata questa situazione eccezionale: quella della mancanza dei pediatri a Cortemilia e Santo Stefano». La distanza, vista la particolare morfologia dei territori, non è un elemento che aiuta. Aggiunge Bodrito: «Siamo contenti della prossima apertura di Verduno, però noi saremo più lontani. Questo vuol dire che è necessario garantire e potenziare i presidi sanitari e i servizi primari sul territorio, soprattutto per gli anziani. Mi riferisco alla guardia medica, all’ambulanza, a prelievi, visite radiologiche, oculistiche ed ecografie».

Lavorare come medico in alta Langa non è facile, ma non mancano neanche le soddisfazioni, come spiega Gianni Corrado, medico di base per 41 anni tra Serravalle Langhe, Albaretto, Cerretto, Cissone, Arguello e Bossolasco, andato in pensione lo scorso primo aprile. «Non è sempre facile andare da una parte all’altra, con ambulatori sparsi in vari paesi, né è comodo lavorare con una connessione che va e viene, ma il nostro mestiere si fa per spirito di servizio. E io amo il territorio, non a caso sono stato anche sindaco di Serravalle per tre mandati. Mi è sempre piaciuto il rapporto schietto con i pazienti e la vita di paese». Per quanto riguarda le problematiche attuali, Corrado ha le idee chiare. «Le decisioni sono centralizzate e spesso non si ha la percezione di quello che succede e di quali siano le esigenze delle aree marginali. In futuro sarebbe utile potenziare la presenza di infermieri sul territorio, per garantire dei servizi utili soprattutto per gli anziani, dei quali anche io, ormai, faccio parte!».

Daniele Vaira