Richiamo a vivere la fraternità

IL DOCUMENTO La Pontificia accademia per la vita ha pubblicato una nota sull’emergenza da Covid-19, dal titolo Pandemia e fraternità universale, che è bene i nostri lettori conoscano. «Il Covid-19 mette in questione evidenze che nel nostro sistema di vita venivano date per scontate. Stiamo vivendo un paradosso che non avremmo mai immaginato: per sopravvivere alla malattia dobbiamo isolarci gli uni dagli altri, ma se dovessimo imparare a vivere isolati gli uni dagli altri non potremmo che renderci conto quanto il vivere con gli altri sia essenziale per la nostra vita. La pandemia mette in luce con inattesa durezza la precarietà che radicalmente segna la nostra condizione umana che si può sconfiggere anzitutto con gli anticorpi della solidarietà».

«Non possiamo», insiste il documento, «interpretare le sofferenze che l’umanità sta attraversando nel rozzo schema che stabilisce una corrispondenza fra “lesa maestà” del divino e “rappresaglia sacra” intrapresa da Dio. Anche il solo fatto che sarebbero sanzionati i più deboli, proprio coloro che Lui ha più a cuore e in cui si identifica (Mt 25,40-45), smentisce questa prospettiva. L’ascolto della Scrittura e il compimento della promessa che Gesù opera, indica che essere dalla parte della vita, così come Dio ce lo insegna, prende corpo in gesti di umanità per l’altro. Ogni forma di sollecitudine, ogni espressione di benevolenza è una vittoria del Risorto. È responsabilità dei cristiani testimoniarlo. Sempre e per tutti».

La nota chiude citando Francesco Beschi (nella foto), vescovo di Bergamo, una delle città più colpite in Italia, che «ricorda come “le nostre preghiere non sono formule magiche. La fede in Dio non risolve magicamente i nostri problemi, piuttosto ci dà un’interiore forza per esercitare quell’impegno che in tutti e in ciascuno, in modi diversi siamo chiamati a vivere, in modo particolare in coloro che sono chiamati ad arginare e a vincere questo male”».

c.w.