Scopriamo il significato e le origini del verbo piemontese “Sbardé”

Sbardé: Sparpagliare, spargere, spandere – perdere disordinatamente qualcosa.

 

Quando si vuol convincere qualcuno un po’ indeciso a concludere un affare economico che prevede una spesa, si era soliti – specie negli anni addietro – dire una frase che esortasse a togliere ogni titubanza, ovvero  Ij sòd son paid o liàm: se tje sbardi nen, servo a gnente. La traduzione italiana è molto pragmatica. I soldi sono come il letame: se non li spargi, non servono a niente.

Oggi prendiamo in esame la parola sbardé, vale a dire sparpagliare o distribuire disordinatamente qualche cosa, senza un senso ben definito. È il caso di quando, da un sacco forato fuoriesce una materia prima che segna il tratto di percorso di chi ha trasportato il sacco stesso: t’hai sbardà tute se nissòȓe (hai sparso tutte ste nocciole!); oppure quando in casa, una persona disordinata lascia in tutte le stanze qualcosa fuori posto senza rassettare, come spesse volte il sottoscritto: Paolo, t’hai lassà tut sbardà a rabèl! (Paolo, hai lasciato tutto sparpagliato in giro!)

Da non confondere con sgaiȓé (che significa sprecare irrimediabilmente), il verbo sbardé è un’azione cinetica di sperpero in qualche modo recuperabile o comunque un investimento a fin di bene. L’esempio più eclatante, l’abbiamo già fatto: la distribuzione del letame in un campo che possa fungere da concime e rendere un buon raccolto. Quando invece è una voce falsa ad essere sparsa in malafede, sbardé ȓa vos, allora non sempre vi è possibilità di recuperare o ritirarla.

Taluni utilizzano anche alternative, come per esempio sbardlé o spataré. È proprio a quest’ultima che ci appoggiamo per individuare l’etimologia latina, composta dal prefisso EX, successivamente PATT è traducibile con colpo, zampata, fino al suffisso verbale ARIUM+ARE, cosicché prende forma la parola completa che ancora oggi conosciamo.

Anche il virus di cui tanto si parla in questi mesi è qualcosa che si è sparso in tutto il globo. A suo modo ha subìto anch’esso l’azione di sbardesse, il Piemonte ne sa qualcosa. Con l’augurio che tutto possa rientrare in tempi brevi, auguro ai lettori una buona permanenza nelle proprie abitazione e una serena Pasqua.

Paolo Tibaldi