“Trigomiro”, scopriamo le origini di una parola piemontese che pare uno scioglilingua

Trigomiro: Intruglio, inghippo, complotto che porta all’imbroglio; torbido tranello; acrobazie comportamentali mirate al raggiro

Avete mai avuto la sensazione di essere preda di un raggiro? Oppure che il colloquio di lavoro fosse soltanto una formalità, poiché qualcun altro era già stato raccomandato per essere assunto? Oppure ancora, che qualcuno cospirasse alle vostre spalle mente voi, ignari, procedevate in buona fede? Ecco, la parola di questa settimana è trigomiro. Una parola che pare uno scioglilingua; il suo gioco di lettere fa presagire proprio ad un raggiro, con cui vi è anche assonanza.

Infatti il significato di trigomiro è proprio questo, vale a dire un complotto che tende all’inevitabile imbroglio, magari anticipato da un’acrobazia comportamentale di cui non si comprende il significato, ma che presuppone un tranello non ancora rivelato. D’altro canto, bisogna dirlo, c’è anche chi si sente perennemente preda di eterni inganni, personali o sociali. Costoro sono ultimamente definiti con il vocabolo italiano ‘complottisti’.

Tornando alla parola di oggi, gli studi etimologici sono divergenti, poiché da una parte c’è chi riconduce trigomiro alla parola marsigliese rigoumigo, che è la smorfia, dunque conseguentemente una maschera; dall’altra, pare essere più fondata l’origine latina dove la parola tricari sta a significare l’uso di raggiri, la ricerca di sotterfugi. E la seconda parte della parola è una probabile alterazione scherzosa della prima parte che va a creare un suono labirintico, metafora di imbroglio che non lascia scampo.

La maggior parte delle volte, viene citata infatti soltanto la prima parte della parola, trigo. Nella fattispecie quando qualcuno esclama pianta gnun trigo – sta esortando l’interlocutore a non fare confusione, a non complicare le cose più di quanto lo siano di già. Tra le filastrocche tradizionali che riguardano i paesi, ce n’è una irriverente che tira in ballo, anche se in senso lato, la parola di oggi: va pian, va fòrt, ma ‘ntȓig-te mài con coi ëd Monfòrt. Non me ne vogliano gli abitanti di Monforte che, tra l’altro, sono anche simpatici!!

Paolo Tibaldi