Coronavirus: bilancio pesantissimo nella casa di riposo di Canale, 17 decessi su 58 ospiti

PASQUALE TOSO  58 ospiti e 34 positivi, di cui 17 deceduti dall’inizio dell’emergenza coronavirus. Su 40 operatori, 7 contagiati. È il bilancio nella residenza per anziani Pasquale Toso di Canale. Sono cifre elevate, che fanno impressione in una piccola comunità.

In Italia, come nel resto del mondo, un’intera generazione di anziani viene decimata all’interno delle case di riposo. Lo certifica anche l’Organizzazione mondiale della sanità, che ha affermato che la metà delle morti per Covid-19 sono state registrate nelle strutture di assistenza a lungo termine.

Sul territorio dell’Asl Cn2, la casa di riposo di Canale è una delle più colpite. Il direttore Stefano Berio, anche lui contagiato e guarito dopo un mese, è rientrato al lavoro qualche giorno fa. Il direttore sanitario Lara Coscia, risultato positivo da una decina di giorni, si trova in isolamento domiciliare, da dove continua a monitorare la situazione. Comincia Berio: «Abbiamo avuto tanti morti, è stata una tragedia di cui non riesco a capacitarmi, perché fin dall’inizio abbiamo cercato di adottare tutte le misure necessarie». In effetti, la Pasquale Toso ha vietato l’ingresso ai parenti e agli altri visitatori dal 24 febbraio, in anticipo rispetto a molte strutture del circondario. All’interno, sono state allestite una serie di stanze di isolamento e sono stati acquistati dispositivi di protezione. Per far sentire meno soli gli anziani, si è iniziato a organizzare videochiamate con i familiari. Si pensava potesse andare tutto bene; poi sono arrivati i primi sintomi del coronavirus tra gli ospiti. Prosegue il direttore: «Il 21 marzo è arrivato l’esito positivo del primo tampone, così come quelli effettuati su altri anziani nei giorni successivi: era un gruppo che pensavamo di poter isolare, ma altri hanno cominciato a manifestare gli stessi sintomi». La direzione ha iniziato a fare richiesta all’Asl per i tamponi. Gli operatori sono arrivati il 6 aprile e li hanno eseguiti su tutti, anziani e personale. I test sono stati raccolti e inviati ai laboratori della Regione. È questo il momento in cui si è rotto qualcosa. E non si tratta della carenza di personale, perché alla Pasquale Toso l’assistenza è stata garantita. «Ci sono voluti 7 giorni per avere i risultati, consegnati il 13 aprile. Così ci siamo resi conto che un’elevata percentuale di ospiti era stata contagiata e parecchi non manifestavano alcun segno della malattia. Se i risultati fossero giunti in tempi brevi, sarebbe stato possibile effettuare una separazione tra contagiati e no».

Cosa che, a Canale, non è avvenuta nemmeno dopo l’esito. Tanto che oggi, in certi casi, anziani positivi e negativi convivono. Una scelta che il direttore sanitario Lara Coscia motiva così: «Nella settimana in cui abbiamo atteso gli esiti, abbiamo isolato chi aveva sintomi. Per tutti gli altri, non potevamo sapere chi fosse negativo e chi positivo asintomatico. Abbiamo avuto il quadro completo solo il 13 aprile, ma nel frattempo positivi e negativi erano già stati a contatto. A quel punto, separarli non avrebbe più avuto senso, perché chi era negativo poteva già essere diventato positivo, a causa del contatto con un asintomatico».

Perché non creare comunque camere solo per i negativi? «Dal momento che non c’era più certezza su chi fosse stato contagiato, meglio basarsi sull’analisi clinica. In più, ogni spostamento avrebbe potuto generare ulteriori rischi, tenendo presente che le camere sono ampie».

Una cascata di eventi che si è abbattuta sugli anziani: 12 di loro sono morti nella struttura e 5 in ospedale. Oggi all’interno si trovano 41 ospiti, seguiti ogni giorno dai medici delle Unità speciali dell’Asl, e un altro è ricoverato al San Lazzaro. Nei giorni scorsi, sono stati ripetuti i tamponi, per avere il quadro aggiornato della situazione.

Il direttore generale della Cn2 Massimo Veglio: «Alla luce dei nuovi esiti, si potrà effettuare la separazione, perché una percentuale di ospiti si sarà negativizzata».

Francesca Pinaffo