Alta Langa e aree degradate: i fondi sono ancora disponibili

Da sinistra: i sindaci di Igliano (Flavio Gonella), Albaretto (Ivan Borgna, non più in carica) e Cissone (Eugenio Baudana) con la segretaria dell’Unione montana Carla Bue nel 2017 a Brescia, quando venne annunciato il finanziamento di due milioni di euro ciascuno per i tre piccoli paesi dell’alta Langa

ENTI LOCALI C’è un tesoro di oltre 14 milioni che i Comuni dell’alta Langa, e non solo, stanno aspettando da oltre due anni per intervenire sulle aree degradate, valorizzandole con progetti specifici, strutturali e turistici. Le apposite graduatorie e il piano nazionale ad hoc, partiti tra il 2017 e il 2018, si erano poi bloccati a causa dei vari cambi di Governo e di una modifica procedurale che aveva portato il piano nazionale per la riqualificazione delle aree urbane degradate a essere gestito dal Dipartimento delle pari opportunità e non più dalla Presidenza del Consiglio.

Nella prima fase avevano avuto accesso ai finanziamenti i Comuni di Albaretto della Torre, Cissone e Igliano (con due milioni di euro ciascuno).  In seguito erano state ampliate le graduatorie fino alla 131ª posizione ed erano entrati nel progetto Mombarcaro, Camerana, Prunetto, Dogliani e Bonvicino. La cifra stanziata per questi paesi era di oltre 7 milioni di euro. Dal 2018 non era, però, successo più niente e le comunicazioni a riguardo erano state molto vaghe. Una situazione che aveva allarmato i sindaci, oltre a organismi come Anci e Uncem, anche per il rischio concreto della decadenza della convenzione e della conseguente impossibilità di accedere ai fondi. L’epilogo negativo è stato scongiurato con un decreto del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha prorogato il termine per la firma delle convenzioni di ogni singolo progetto al 2022.

Per ora la situazione è un po’ in stallo, anche a causa dell’emergenza legata al coronavirus, ma si attendono sviluppi a breve. I primi 47 Comuni presenti nella graduatoria (tra cui Albaretto della Torre, Cissone e Igliano) saranno quelli che otterranno i finanziamenti subito; gli altri li avranno negli anni successivi. Tutto dipenderà però dallo stanziamento previsto per ogni anno e da quanti Comuni rinunceranno al progetto o non saranno ammessi alla seconda verifica.

Daniele Vaira